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Statuto ANC


Approvato con decreto Presidenziale n. 1286 del 25 luglio 1956 con le varianti deliberate dal Consiglio Nazionale nelle sedute del 27 aprile 2006 e 2 ottobre 2007. F.n. 8/4303 in data 30 gennaio 2007 del MINISTERO DELLA DIFESA – Ufficio Legislativo. Iscrizione nel Registro delle persone giuridiche, ai sensi dell’art. 2 del DPR 10 febbraio 2000 n. 361 con protocollo n. 33476/1471/2007 Area V URPG in data 22 maggio 2007 della Prefettura di Roma – Ufficio Territoriale del Governo.

N 535 – DISPOSIZIONI VARIE – Decreto del Presidente della Repubblica 25 luglio 1956, n. 1286, col quale, sulla proposta del Ministro per la difesa, la “Associazione Nazionale del Carabiniere in Congedo” assume la denominazione di “Associazione Nazionale Carabinieri” e, tra l’altro, ne viene approvato il nuovo statuto organico. – (Direzione generale personali civili e affari generali). – (Gazzetta ufficiale n. 298, del 24 novembre 1956.

Estratto della dispensa 50^ del Giornale Militare Ufficiale del 15 dicembre 1956

____________________


REPUBBLICA ITALIANA
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto il regio decreto 16 febbraio 1928, n. 461, col quale fu eretta in ente morale la “Federazione Nazionale del Carabiniere Reale” e ne fu approvato lo statuto organico;
Visti i regi decreti 25 agosto 1932, n. 1214 e 9 aprile 1935, n. 815, con i quali furono approvati due nuovi statuti organici della predetta Federazione, la quale, con l’occasione, assunse la denominazione, rispettivamente, di “Federazione Nazionale del Carabiniere Reale in Congedo” e di “Associazione Nazionale del Carabiniere Reale in Congedo”;
Visto lo statuto – regolamento approvato dall’ex segretario del disciolto partito nazionale fascista e pubblicato nel Foglio di disposizioni dello stesso partito n. 1193-bis, in data 21 novembre 1938, statuto – regolamento col quale all’Ente in parola fu anche imposta la denominazione di “Legione Carabinieri d’Italia”; Visto l’art. 5 del regio decreto-legge 2 agosto 1943, n. 704, con il quale i reparti d’arma e di specialità (Associazioni d’arma) dell’Esercito furono posti sotto la vigilanza dell’ex Ministero della guerra, ora della Difesa (Servizi per l’Esercito);
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 2 febbraio 1950, n. 162, col quale la predetta Legione assunse la denominazione di “Associazione Nazionale del Carabiniere in Congedo” e ne fu approvato il nuovo statuto organico;
Visto il foglio n. 040/8, del 21 febbraio 1955, con il quale la Presidenza dell’Associazione in parola ha proposto per l’Ente la nuova denominazione di “Associazione Nazionale Carabinieri” e l’approvazione di uno schema di nuovo statuto organico sul quale si sono già pronunciate favorevolmente, a larghissima maggioranza, le dipendenti assemblee sezionali;
Vista la disposizione finale-transitoria di esso schema di nuovo statuto organico, secondo cui il Presidente Nazionale, sentito il Comitato Centrale, avrebbe potuto procedere alle integrazioni o varianti che si fossero rese necessarie nel corso della sua approvazione;
Viste le deliberazioni adottate, in data 10 maggio 1955 e 26 marzo 1956, dal Comitato Centrale dell’Associazione in base alla sopraspecificata disposizione finale-transitoria;
Riconosciuto che l’approvazione di tale schema di nuovo statuto organico tende ad agevolare il funzionamento dell’Associazione di cui trattasi, mediante, essenzialmente, una modifica alle norme regolanti la nomina degli Ispettori regionali ed interregionali, nonchè dei Consiglieri nazionali non di diritto; Visto l’art. 16 del Codice civile;
Udito il parere del Consiglio di Stato;
Sulla proposta del Ministro per la Difesa;


Decreta:


Art. 1
L’ “Associazione Nazionale del Carabiniere in Congedo” assume la denominazione di “Associazione Nazionale Carabinieri”.
Art. 2
Al Ministro per la Difesa è devoluta l’alta sorveglianza sull’“Associazione Nazionale Carabinieri”, al fine di assicurare che la sua attività ed il suo indirizzo siano conformi alle direttive generali del Governo. Il Ministro per la Difesa, qualora ritenga che l’attività e gli indirizzi seguiti dalla predetta Associazione non rispondano ai criteri di cui al precedente comma o, comunque, siano in contrasto con gli scopi dell’Associazione quali risultino dallo statuto di cui al successivo art. 3, può sciogliere il Consiglio nazionale e nominare un Commissario straordinario.
Alla fine dell’esercizio finanziario previsto dal citato statuto, l’Associazione è tenuta a rendere conto al Ministero della Difesa (Servizi per l’Esercito) dell’impiego fatto degli eventuali contributi da questo concessi, a qualsiasi titolo, nel corso dell’esercizio medesimo.
Art. 3
E’ approvato l’accluso nuovo statuto organico della predetta Associazione Nazionale, formato da n. 46 articoli, firmato dal Ministro proponente.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta Ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, il 25 luglio 1956

GRONCHI
Taviani

Visto: il Guardasigilli: Moro
Registrato alla Corte dei conti, il 20 novembre 1956
Atti del Governo, registro n. 102, foglio n. 50 - Carlomagno

VARIANTI deliberate dal Consiglio Nazionale nelle sedute del 27 aprile 2006 e 2 ottobre 2007 – f.n. 8/4303 in data 30 gennaio 2007 del MINISTERO DELLA DIFESA – Ufficio Legislativo iscrizione nel Registro delle persone giuridiche, ai sensi dell’art. 2 del DPR 10 febbraio 2000 n. 361 con protocollo n. 33476/1471/2007 Area V URPG in data 22 maggio 2007 della Prefettura di Roma – Ufficio Territoriale del Governo




STATUTO ORGANICO

Art. 1
(Associazione)

1. L'Associazione Nazionale Carabinieri, eretta in ente morale con regio decreto 16 febbraio 1928, n. 461, allorché denominavasi "Federazione Nazionale del Carabiniere Reale" ha sede centrale in Roma.
2. Presidente onorario è il Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri.
Art. 2
(scopi)

1. L’Associazione, che è apolitica e non persegue fini di lucro, si propone i seguenti scopi:
a) promuovere e cementare i vincoli di cameratismo e di solidarietà fra i militari in congedo e quelli in servizio dell'Arma, e fra essi e gli appartenenti alle altre forze armate ed alle rispettive associazioni;
b) tener vivo fra i soci il sentimento di devozione alla Patria, lo spirito di corpo, il culto delle gloriose tradizioni dell'Arma e la memoria dei suoi eroici caduti;
c) realizzare, nei limiti delle possibilità, l'assistenza morale, culturale, creativa, ricreativa ed economica a favore degli iscritti e delle loro famiglie;
d) promuovere e partecipare – anche costituendo appositi nuclei – ad attività di Volontariato per il conseguimento di finalità assistenziali, sociali e culturali.
Art. 3
(Bandiere e Medagliere)

1. L’Associazione, le Sezioni e le Sottosezioni sono autorizzate a dotarsi di Bandiera nazionale conforme al modello di cui all’allegato n. 1 dello Statuto approvato con decreto del Presidente della Repubblica 2 febbraio 1950 n. 162.
2. L’Associazione custodisce il Medagliere dell’Arma fregiato dei distintivi di tutte le decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia ed al Valor Militare concesse alla Bandiera dell’Arma, nonché di tutte le ricompense individuali dell’Ordine Militare d’Italia e di tutte le Medaglie d’Oro al Valore Militare, al Valor Civile, al Valore dell’Arma dei Carabinieri, dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica e della Croce d’onore concesse ai Carabinieri fin dalla fondazione.
3. Le Bandiere ed il Medagliere intervengono alle cerimonie ufficiali con scorte d’onore. Le scorte alla Bandiera e al Medagliere sono costituite, rispettivamente, da due componenti dell’Associazione.
Art. 4
(Uniforme e Distintivo Sociale)

1. Nelle manifestazioni ufficiali e nello svolgimento di attività istituzionali i soci indossano l’uniforme sociale della foggia prescritta dal Regolamento al presente Statuto.
2. I soci sono autorizzati ad usare in ogni occasione il distintivo sociale, quale risulta dal disegno di cui all'allegato n. 3 del già menzionato decreto del Presidente della Repubblica 2 febbraio 1950, n. 162.
Art. 5
(Categorie di Soci)

1. I soci dell’Associazione sono:
a) d'onore;
b) benemeriti;
c) effettivi;
d) collettivi;
e) familiari;
f) simpatizzanti.
2. Sono soci d'onore gli ufficiali generali già comandanti generali dell'Arma ed il Vice Comandante generale dell'Arma in carica.
Possono, inoltre essere nominati soci d'onore, per determinazione del Comitato Centrale, gli appartenenti all'Arma, sia in congedo che in servizio, decorati dell'ordine militare d'Italia, di medaglia d'Oro al Valor Militare, Civile, dell’Arma dei Carabinieri, dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica, della Croce d’onore od i loro legittimi rappresentanti qualora i titolari siano deceduti, i grandi mutilati od i grandi invalidi dell'Arma per ferite o infermità contratte in guerra od in servizio d'Istituto, i già Vice Comandanti generali dell'Arma, nonché personalità militari e civili che abbiano titolo di particolare benemerenza verso l'Associazione.
3. Con analogo provvedimento e anche su proposta dei dirigenti periferici, possono essere nominati soci benemeriti persone, enti o soci di altre categorie, che abbiano procurato all'Associazione considerevoli benefici o vantaggi.
4. Possono essere soci effettivi coloro che abbiano prestato o prestino servizio militare nell’Arma.
5. Possono essere soci collettivi i comandi dell'Arma che costituiscono comandi di corpo o reparto autonomo, nonché le sale convegno unificate dei vari reparti dell'Arma.
6. Possono essere soci familiari gli appartenenti al “nucleo familiare” di coloro che abbiano prestato o prestino servizio militare nell’Arma.
7. Possono essere soci simpatizzanti coloro che condividono i valori, lo spirito e le finalità statutarie dell’ANC. L’ammissione di soci simpatizzanti è approvata dal Consiglio sezionale.
Art. 6
(Posizione dei Soci)

1. L'iscrizione dei soci viene fatta presso le Sezioni; peraltro, qualora particolari situazioni lo consiglino, il Presidente Nazionale può autorizzare l'iscrizione direttamente presso la Sede centrale dell'Associazione.
Alla stessa Sede centrale sono, poi, iscritti tutti i soci effettivi in attività di servizio.
2. Non possono far parte dell’Associazione e, se soci, ne vengono radiati coloro che:
a) siano stati rimossi dai ruoli dell’Arma;
b) abbiano riportato condanne definitive per delitto doloso.
3. I militari sospesi dal grado nonché tutti i soci che siano stati rinviati a giudizio per delitto doloso o sottoposti a misure restrittive della libertà personale sono moralmente impegnati ad autosospendersi dalla qualità di socio, in caso contrario si provvede d’ufficio.

Art. 7
(Doveri dei Soci)

1. Tutti i soci hanno il dovere di cooperare al potenziamento morale e materiale dell’Associazione.
Art. 8
(Diritti dei Soci)

1. Solo i soci effettivi non in attività di servizio nelle Forze Armate e nelle Forze di Polizia ad ordinamento nazionale hanno diritto al voto e possono ricoprire cariche in seno all’Associazione.
2. Tutti i soci possono partecipare alle assemblee sezionali, salvo quanto disposto al successivo articolo 23.
Art. 9
(Provvedimenti disciplinari)

1. I provvedimenti disciplinari hanno carattere prevalentemente morale. Taluni tuttavia possono anche incidere sul diritto a conservare cariche sociali in seno all’ANC e la qualifica di socio. 2. A carico dei soci che, in questa loro veste, con parole o atti si rendano responsabili di:
a) inosservanza del dettato dell’art. 2 del presente Statuto nonché delle disposizioni legittimamente impartite degli organi statutari ANC;
b) manifestazioni o atteggiamenti contrari ai principi dell’Arma o dell’ANC, possono essere adottati i seguenti provvedimenti disciplinari:
a) richiamo per infrazioni di lieve entità. Può essere verbale o scritto;
b) sospensione da tre a sei mesi per infrazioni gravi;
c) espulsione per:
- mancanze di particolare gravità;
- comportamenti che hanno dato luogo a ripetute irrogazioni delle precedenti sanzioni con riflessi sull’andamento delle attività sociali o risonanza in pubblico e negative ripercussioni sull’immagine dell’Arma o dell’ANC;
- manifestazioni o atteggiamenti di cui al secondo comma lettera b).
3. La rimozione da cariche sociali è disciplinata dal successivo art. 33.
Art. 10
(Procedure disciplinari)

1. I provvedimenti disciplinari previsti dall’art. 9 vengono adottati:
a) il richiamo, dal Presidente di Sezione, dall’Ispettore regionale e dal Presidente nazionale;
b) la sospensione e l’espulsione, dall’Ispettore regionale, direttamente o su proposta del Coordinatore Provinciale o del Presidente di Sezione, nei confronti dei soci dell’area di rispettiva competenza nonché dal Presidente nazionale per gli iscritti alla sede centrale o in sede di ricorso;
c) la rimozione, dal Presidente Nazionale, d’ufficio in caso di diretta cognizione dei motivi che la prevedono o su proposta dei responsabili delle articolazioni periferiche (Sezioni, Coordinatore provinciale o Ispettori, sempre tramite gli Ispettori).
2. Ai fini dell’adozione dei provvedimenti di cui alle precedenti lettere b) e c) deve essere acquisito il parere della Commissione di disciplina di cui al successivo art. 27 se la competenza è dell’Ispettore regionale e del Comitato centrale se è competente il Presidente nazionale.
Il parere è obbligatorio ma non vincolante.
3. Ai soci sottoposti a procedimento disciplinare è garantito il diritto di difesa, secondo quanto previsto dal Regolamento.
4. Per i soci iscritti alla sede centrale dell'Associazione, i provvedimenti disciplinari vengono adottati dal Presidente nazionale, sentito il Comitato centrale.
5. Il socio colpito da provvedimento – entro il termine di 30 giorni dall’avvenuta notizia – può presentare ricorso:
a) all’Ispettore regionale per i provvedimenti adottati dal Presidente di Sezione;
b) al Presidente nazionale per quelli adottati dall’Ispettore.
L’Ispettore Regionale ed il Presidente Nazionale – sentiti rispettivamente la Commissione di disciplina ed il Comitato centrale – decidono insindacabilmente.
6. I ricorsi dei soci iscritti alla Sede centrale dell’Associazione vengono decisi dallo stesso Presidente Nazionale, su conforme parere del Comitato centrale.
I ricorsi e reclami collettivi e quelli redatti in forma irriguardosa ed astiosamente polemica non saranno presi in considerazione costituendo per sé palese mancanza disciplinare.
7. Il giudizio relativo a tale irricevibilità spetta, insindacabilmente al Comitato centrale o al Consiglio nazionale, rispettivamente nei casi in cui i reclami siano prodotti da iscritti alle Sezioni oppure alla Sede centrale.
8. Le procedure di irrogazione sono previste dal Regolamento di attuazione.
Art. 11
(Perdita della qualità di socio)

1. I soci possono cessare di far parte dell'Associazione per volontaria rinuncia.
2. Il socio moroso, rinunciatario, sospeso, radiato o espulso perde il diritto all’uso del distintivo sociale e della tessera – che deve essere ritirata – nonché la possibilità di fruire di ogni beneficio morale, assistenziale ed economico connesso all’appartenenza all’Associazione.
E' considerato moroso il socio che, invitato a rinnovare la tessera per l'anno in corso ed a pagare la quota associativa, non vi provveda entro un termine di tre mesi
Art. 12
(Nomina del Presidente nazionale e dei Vice Presidenti nazionali)

1. Il Presidente nazionale ed i due Vice Presidenti nazionali – di cui uno vicario – vengono eletti, nel loro seno, da nove consiglieri, possibilmente tre per ciascuna categoria di ufficiali, marescialli e brigadieri, appuntati e carabinieri – eletti dagli Ispettori regionali tra i soci delle sezioni di Roma non facenti parte dei Consigli direttivi delle Sezioni stesse.
Art. 13
(Funzioni del Presidente Nazionale e dei Vice Presidenti nazionali)


1. Il Presidente nazionale rappresenta l'Associazione ed emana tutte le disposizioni di carattere generale che ritenga opportune per la migliore applicazione dello statuto e del regolamento.
2. I Vice Presidenti nazionali coadiuvano il Presidente ed assolvono gli incarichi di volta in volta ed essi affidati.
3. In caso di assenza del Presidente, è chiamato a sostituirlo il Vice Presidente vicario.
Art. 14
(Composizione del Consiglio nazionale)


1. Il Consiglio nazionale è costituito:
a) dal Presidente nazionale che lo presiede;
b) dai due Vice Presidenti;
c) dagli Ispettori regionali quali membri di diritto;
d) dai sei Consiglieri che residueranno dopo l’elezione del Presidente nazionale e dei due Vice Presidenti nazionali, di cui al precedente art. 12
e) dal Segretario nazionale che è nominato dal Presidente nazionale fra i soci effettivi residenti a Roma, senza diritto a voto;
f) dal direttore responsabile dell’organo di stampa dell’Associazione nominato dal Presidente Nazionale sentito il Comitato centrale, senza diritto al voto.
Art. 15
(Funzioni e attività del Consiglio nazionale)


1. Il Consiglio nazionale:
a) delibera sulla gestione amministrativa e sui bilanci preventivo e consuntivo della Sede centrale dell'Associazione, nonché in materia organizzativa ed operativa a livello generale;
b) decide preventivamente sulle iniziative che importino modifiche al bilancio o implichino impegni morali per l'Associazione;
c) dà parere sulle questioni ad esso sottoposte dal Presidente;
d) delibera le modifiche allo Statuto e al Regolamento.
2. Il Consiglio nazionale è convocato dal Presidente nazionale, ogni qualvolta lo ritenga necessario, e in ogni caso almeno una volta all’anno, non oltre il mese di maggio, per l'approvazione dei bilanci. Deve essere altresì convocato quando ne faccia richiesta un terzo dei suoi componenti.
I componenti il Consiglio nazionale residenti fuori Roma potranno comunicare per iscritto il proprio avviso sulle questioni all'ordine del giorno.
Per la validità delle riunioni del Consiglio nazionale è necessaria la presenza di almeno la metà dei Consiglieri.
Per la deliberazione delle modifiche allo statuto è necessaria la presenza dei tre quarti dei consiglieri ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
Art. 16
(Comitato centrale)


1. Il Comitato centrale è costituito da:
a) Presidente nazionale;
b) Vice Presidenti nazionali;
c) Consiglieri nazionali;
d) Segretario nazionale senza diritto al voto.
2. Compito del Comitato centrale è quello di collaborare con il Presidente nazionale negli affari di ordinaria amministrazione e nella soluzione di casi urgenti.
Assolve altresì i compiti consultivi previsti dall’art. 10 del presente Statuto.
Art. 17
(Segretario Nazionale)


1. Il Segretario nazionale:
a) amministra i beni della Sede centrale dell'Associazione;
b) coadiuva il Presidente nazionale;
c) provvede alle varie incombenze amministrative;
d) compila i bilanci annuali, preventivo e consuntivo, che sono, poi, presentati al Consiglio nazionale, per l'approvazione, non oltre il mese di maggio di ciascun anno, dal Presidente nazionale, sentito il Comitato centrale.
Art. 18
(Collegio sindacale)


1. Il Collegio sindacale è costituito da tre membri nominati dal Comitato centrale.
2. Il Collegio elegge nel suo seno il Presidente. Detto collegio controlla almeno ogni sei mesi i registri ed i documenti contabili, nonché i bilanci dell'Associazione redigendo una relazione da rimettere al Comitato centrale, che ne darà comunicazione al Consiglio nazionale per la prescritta autorizzazione ai sensi del precedente art. 15.
Art. 19
(Ispettori Regionali)


1. Gli Ispettori regionali vengono eletti per referendum dai Presidenti delle Sezioni di ciascuna regione, con procedura precisata nel regolamento.
La Presidenza Nazionale proclama eletto il socio segnalato dal maggior numero di sezioni. 2. Gli Ispettori:
a) partecipano alle riunioni del Consiglio nazionale;
b) curano in ogni campo l'attuazione delle direttive del Presidente nazionale da parte delle Sezioni;
c) concorrono alla organizzazione, allo sviluppo e potenziamento delle Sezioni e vigilano sulla osservanza dello statuto e del regolamento dell'Associazione, anche nel settore del Volontariato;
d) mantengono relazioni con i Comandi dell'Arma e con le autorità militari e civili nella sede dell'Ispettorato;
e) eseguono, per incarico del Presidente nazionale o d’iniziativa, motivate ispezioni ed inchieste;
f) informano di ogni situazione degna di rilievo il Presidente nazionale.
3. In caso di indisponibilità dell'Ispettore competente il Presidente nazionale può affidare incarichi ispettivi a soci particolarmente qualificati.
4. Per lo svolgimento delle proprie funzioni organizzative e di controllo, gli Ispettori si avvalgono di Coordinatori provinciali (Delegato regionale per la Val d’Aosta) eletti tra i soci effettivi non in servizio dai Presidenti delle Sezioni della provincia.
Art. 20
(Sezioni)


1. Le Sezioni sono costituite in quelle sedi dove sia stato raccolto fra i possibili soci effettivi un numero di adesioni non inferiore a quindici. La loro costituzione deve essere preventivamente autorizzata dal Presidente nazionale, il quale, alla prima riunione, ne informa il Comitato centrale.
2. Il limite delle quindici adesioni non è applicabile alle sezioni estere.
Art. 21
(Presidente di Sezione)


1. Il Presidente di Sezione:
a) cura lo sviluppo della Sezione secondo le direttive generali dell’Associazione;
b) promuove nelle forme migliori l'assistenza morale, culturale, ricreativa ed economica dei soci;
c) attua le direttive degli Ispettori e facilita questi nell'assolvimento delle loro attribuzioni;
d) può avvalersi di apposito Comitato sezionale nominato dal Consiglio e da lui presieduto, per un più efficace sviluppo dell’attività organizzativa, assistenziale, ricreativa e culturale;
e) per il perseguimento di finalità assistenziali, sociali e culturali il Presidente di Sezione – sentito il Consiglio sezionale – può autorizzare la costituzione di un gruppo composto da socie effettive, familiari o simpatizzanti, delegandone il coordinamento a chi tra le componenti riunisca i necessari requisiti.
Tale gruppo assume la denominazione di “Gruppo delle Benemerite”.
In occasione di manifestazioni ufficiali le “benemerite” indossano l’uniforme sociale prevista dal Regolamento di attuazione.
2. E' in facoltà del Presidente di sentire il parere del consiglio di Sezione su tutte le questioni sulle quali ritenga interpellarlo.
Il parere del Consiglio è invece obbligatorio e vincolante per tutte le iniziative che importino aggravi al bilancio della Sezione o ne implichino impegni morali.
Art. 22
(Vice Presidente di Sezione)


1. Le Sezioni, i cui iscritti superino il numero di cinquanta, possono eleggere un Vice Presidente, il quale coadiuva il Presidente, lo sostituisce in caso di assenza ed assolve gli incarichi che di volta in volta gli vengono da lui affidati.
2. Per le Sezioni che non hanno il Vice Presidente, il Consigliere più elevato in grado od anziano nel grado, sostituisce in caso di assenza, il Presidente.
3. Il Presidente ed il Vice Presidente della Sezione sono eletti dal Consiglio di Sezione nel proprio seno.
Art. 23
(Costituzione ed elezione del Consiglio di Sezione)


1. Il Consiglio di Sezione, presieduto dal Presidente di questa, è costituito in base al numero dei soci, secondo quanto stabilito dal Regolamento, da un minimo di cinque ad un massimo di nove membri, compreso il Presidente, eletti dall’Assemblea dei soci.
2. All’Assemblea elettorale possono partecipare tutti i soci effettivi non in servizio iscritti alla Sezione e alla Sottosezione in regola con il pagamento della quota annuale di associazione. Il socio impossibilitato a partecipare può farsi rappresentare da altro socio effettivo mediante delega scritta. Non è ammessa più di una delega per singolo socio.
3. L’assemblea elettorale è valida, in prima convocazione, se è presente almeno la metà dei soci della Sezione – compresi quelli delle Sottosezioni; in seconda convocazione è valida qualunque sia il numero dei soci presenti e rappresentati. Tra la prima e la seconda convocazione devono intercorrere almeno due ore.
4. L’Assemblea elettorale è convocata dal Presidente di Sezione – o dal Commissario straordinario nell’ipotesi di cui all’articolo 33 – con avviso da inviarsi ai soci almeno trenta giorni prima dalla data stabilita per la riunione.
5. Le candidature vanno presentate al Presidente di Sezione almeno cinque giorni prima dell’Assemblea elettorale. Ogni socio effettivo può proporre la propria candidatura, dichiarando di accettare l’eventuale elezione.
6. Il Presidente di Sezione espone all’albo le candidature pervenute e predispone la scheda elettorale contenente i nomi dei candidati elencati in ordine alfabetico e preceduti dal grado.
7. L’elettore può votare per la metà più uno dei componenti dell’organo da eleggere. Si intendono eletti i candidati che hanno ottenuto il maggior numero dei voti; in caso di parità viene proclamato eletto il più elevato in grado o più anziano nel grado.
8. Qualora nessuna candidatura venisse presentata nei termini di cui sopra, l’Assemblea elettorale nominerà una commissione di tre membri per la compilazione di una lista unica, da sottoporre al voto dei soci presenti e rappresentati.
9. Lo svolgimento dell’Assemblea elettorale è disciplinato dal Regolamento.
Art. 24
(Funzioni del Consiglio di Sezione)


1. Il Consiglio di Sezione:
a) revisiona i bilanci preventivo e consuntivo della Sezione;
b) dà pareri su tutte le questioni sulle quali il Presidente ritenga di sentirlo;
c) è convocato dal suo Presidente ogni qualvolta questi lo ritenga opportuno e, comunque, possibilmente almeno una volta ogni trimestre.
2. Il Consiglio, inoltre, deve essere convocato dal Presidente quando ne facciano richiesta almeno la metà dei consiglieri.
Alle sedute del Consiglio partecipa, con funzioni di Segretario, senza diritto al voto, il Segretario della Sezione.
Per la validità delle riunioni del Consiglio di Sezione è necessaria la presenza di almeno la metà dei consiglieri.
Art. 25
(Segretario di Sezione)


1. Il Segretario della Sezione, che è nominato dal Presidente tra i soci effettivi della Sezione:
a) coadiuva il Presidente nell'opera di organizzazione e sviluppo della Sezione;
b) provvede alle varie incombenze amministrative;
c) prepara i bilanci preventivo e consuntivo da sottoporre alla revisione del Consiglio di Sezione.
Art. 26
(Sottosezione)


1. Nelle località dove non sia possibile raccogliere il numero di adesioni, stabilito dall'art. 20 per la costituzione della Sezione, può costituirsi la Sottosezione, con un minimo, però, di cinque iscritti, che dipende dalla Sezione viciniore. Essa è retta da un Fiduciario, che è nominato dal Presidente della Sezione, e che fa parte del Consiglio di Sezione senza diritto al voto.
Art. 27
(Commissione di disciplina)


1. Presso ogni Ispettorato regionale è costituita una commissione di disciplina composta dai tre Presidenti di Sezione della Regione più elevati in grado o più anziani nel grado.
Il più elevato in grado o, a parità di grado, il più anziano, assume la presidenza.
In caso di incompatibilità, per coinvolgimento personale, l’Ispettore procede alla nomina temporanea di sostituto.
Art. 28
(Approvazione della nomina di cariche sociali)


1. La nomina del Presidente nazionale, dei Vice Presidenti nazionali e dei Consiglieri nazionali non di diritto devono essere approvate dal Comandante Generale dell’Arma.
2. Le nomine degli Ispettori regionali, dei Presidenti, Vice Presidenti e Consiglieri delle Sezioni sono approvate dal Presidente nazionale.
Art. 29
(Durata delle cariche sociali)


1. Le cariche sociali hanno la durata di cinque anni e possono essere confermate secondo le previste procedure.
2. La cessazione della carica ha luogo per ultimato periodo, per dimissioni o per rimozione.
3. Qualora nel Consiglio nazionale o nei consigli Sezionali venga a mancare un membro, subentra, fino allo scadere del quinquennio, il socio che nelle elezioni riportò il maggior numero di voti dopo gli eletti. Nella impossibilità di attuare tale sistema, è concessa facoltà al Presidente nazionale di provvedere con incarichi particolari per il residuo periodo di carica.
Art. 30
(Retribuzione delle cariche sociali)


1. Le cariche sociali non sono retribuite.
Art. 31
(Diminuzione dei soci di una sezione)


1. Se il numero dei soci di una Sezione diminuisce si da essere al disotto del minimo stabilito dall'art. 20, il Presidente nazionale può deliberare lo scioglimento della Sezione stessa oppure la sua trasformazione in Sottosezione.
Art. 32
(Beni delle Sezioni sciolte o trasformate in Sottosezioni)


1. Nel caso di scioglimento della Sezione, i beni ad essa appartenenti passeranno alla sede centrale dell'Associazione; in caso di trasformazione in Sottosezione passeranno alla Sezione dalla quale verrà a dipendere.
Art. 33
(Rimozione delle cariche sociali)


1. L’Ispettore regionale che si renda responsabile di gravi fatti riconducibili alle ipotesi di cui all’art. 9, comma 2° o che persista nel trascurare di assolvere le sue attribuzioni può essere rimosso dal Presidente nazionale, sentito il parere dei componenti il Consiglio nazionale.
2. Il Presidente nazionale – d’iniziativa o su proposta dell’Ispettore regionale – ha la facoltà di:
a) Rimuovere un Coordinatore provinciale o Presidente di Sezione – anche in via cautelare e sentito il Comitato centrale – per gravi fatti riconducibili alle ipotesi di cui all’art. 9, comma 2°, per irregolarità di carattere amministrativo o per inattività;
b) Sciogliere un Consiglio sezionale per insanabili contrasti interni, per irregolarità di carattere amministrativo o per inattività.
3. In caso di scioglimento del Consiglio di Sezione, il Presidente nazionale, su proposta dell'Ispettore regionale, nominerà un Commissario straordinario, il quale provvederà alla ordinaria amministrazione e disporrà per le nuove elezioni, entro tre mesi dalla data dello scioglimento.
4. Qualora la gravità dei fatti lo esiga, il Presidente nazionale, previo parere del Comitato centrale, può, in attesa del parere del Consiglio nazionale, sospendere senz'altro dalle funzioni un Ispettore regionale, nominando per sostituirlo un Ispettore ad interim.
5. In caso di rimozione o di dimissioni del Presidente di Sezione, il Consiglio sezionale, chiamando nel suo seno altro membro secondo il disposto dell'art. 29, provvede alla elezione del nuovo Presidente.
Analogamente si procederà in caso di dimissioni del Presidente nazionale e dei due Vice Presidenti nazionali, tenuto presente quanto stabilito dal precedente art. 12.
Art. 34
(Finanze e bilanci)


1. L'Amministrazione centrale dell'Associazione e quelle delle Sezioni sono autonome. L'anno finanziario coincide con l'anno solare.
2. La Sede centrale dell'Associazione deve compilare il bilancio preventivo dell'anno in corso e quello consuntivo dell'anno precedente non oltre il mese di aprile di ogni anno e sottoporli all'approvazione del Consiglio nazionale entro il mese di maggio.
3. Il Presidente nazionale deve trasmettere, per conoscenza, non oltre il mese di maggio, al Comandante generale dell'Arma, copia del bilancio consuntivo dell'Associazione.
4. Le Sezioni devono inviare i propri bilanci alla Sede centrale dell'Associazione, per la definitiva approvazione, non oltre il mese di marzo di ogni anno.
5. Ogni sezione deve convocarsi in assemblea ordinaria almeno una volta l'anno, non oltre il mese di marzo, per l'approvazione dei bilanci consuntivo dell'anno precedente e preventivo dell'anno in corso, nonché per l'esame di tutte le questioni interessanti la vita e lo sviluppo della Sezione.
6. Per la validità dell’assemblea e per le eventuali deleghe valgono le prescrizioni di cui all’art. 23, commi 2° e 3°.
7. Gli Ispettori devono far tenere alla Presidenza dell'Associazione, non oltre il mese di marzo di ogni anno, la contabilità relativa alle somme da questa ricevuta per il funzionamento dei loro uffici.
Art. 35
(Entrate della Sede centrale)


1. Le entrate della Sede centrale dell’Associazione sono costituite:
a) dalla percentuale sulle quote annuali dei soci delle Sezioni, una parte della quale è devoluta al funzionamento degli uffici degli Ispettori regionali e rimborso spese degli Ispettori e Coordinatori provinciali;
b) dalle quote annuali dei soci iscritti direttamente alla Sede centrale dell’Associazione;
c) dalla quote volontariamente versate dai militari in servizio;
d) da eventuali donazioni, lasciti, elargizioni ed oblazioni;
e) dai proventi di attività varie, preventivamente autorizzare dal Presidente nazionale;
f) dalla rendita dei fondi assistenziali.
Art. 36
(Entrate degli Ispettori regionali)


1. Le entrate degli Ispettori regionali sono costituite:
a) dalle somme assegnate dalla Presidenza nazionale per lo svolgimento delle funzioni loro devolute;
b) dalle rendite dell’eventuale fondo di ogni Ispettore regionale.
Art. 37
(Entrate delle Sezioni)


1. Le entrate delle Sezioni sono costituite:
a) dalle quote annuali dei soci dedotta la percentuale prevista dalla lettera a) dell’articolo 35;
b) dai contributi suppletivi dei soci, eventualmente determinati dall’assemblea degli stessi, anno per anno, in aggiunta alle quote annuali;
c) dagli eventuali contributi volontari dei soci;
d) dai proventi in attività varie, preventivamente autorizzate dal Presidente nazionale;
e) dalla rendita del fondo sezionale.
Art. 38
(Definizione delle quote contributive)


1. La misura delle quote previste dalle lettere a) e b) dell'articolo 35 e dalla lettera a) dell'articolo 37 è annualmente stabilita dal Consiglio nazionale che definisce anche la percentuale di cui alla lettera a) dell’articolo 35.
2. La misura del contributo annuale dei soci collettivi è lasciata alla discrezione dei soci stessi.
Art. 39
(Regolamento di esecuzione)


1. Il regolamento per l’esecuzione del presente Statuto viene redatto dalla Presidenza Nazionale e sottoposto all’approvazione del Consiglio nazionale.
Si dà mandato al Presidente nazionale di procedere al deposito del presente Statuto negli atti di un notaio a sua scelta, nonché di attivare le pratiche per l’iscrizione dell’Associazione nel Registro delle persone giuridiche presso l’Ufficio Territoriale del Governo-Prefettura di Roma.

REGOLAMENTO PER L'ESECUZIONE DELLO STATUTO ORGANICO
DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE CARABINIERI

Art. 1
Scopi


L’ANC, anche attraverso le proprie articolazioni periferiche, si propone il perseguimento degli scopi
associativi assumendo iniziative atte a rendere operanti le norme di cui all’art. 2 dello Statuto:
– costituendo fondi per lo svolgimento di attività assistenziali e sociali;
– stipulando convenzioni commerciali, assicurative, bancarie, medico-sanitarie, turistico-ricreative e culturali a favore dei Soci.
Per dare attuazione al disposto dell’ultima parte dell’art. 2 dello Statuto, l’Associazione promuove lo sviluppo di attività di volontariato:
– generico, attraverso le Sezioni territoriali;
– di protezione civile, secondo la legislazione di settore, mediante appositi nuclei che, pur avendo autonomia gestionale e patrimoniale, operano in armonia con i principi dell’Associazione, conformandosi alle regole di carattere generale da questa dettate in materia, tramite il SECOV (Servizio Coordinamento Volontariato).
A tal fine, i Presidenti di Sezione, gli Ispettori regionali e la Presidenza Nazionale svolgono attività di coordinamento, indirizzo e controllo.
Art. 2
Bandiere e medagliere


Le Bandiere nazionali che l’Associazione, le Sezioni e le Sottosezioni sono autorizzate ad usare devono essere acquistate a loro spese o accettate in dono da Enti militari e civili, da comitati locali o da privati cittadini di specchiata moralità.
La stessa normativa vale per i labari delle Sezioni estere.
La Bandiera nazionale deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
– drappo tricolore bordato di giallo con cravatta azzurra e frangia argentata con iscrizioni;
– asta di metallo bianco, portante la lancia con la fiamma dell’Arma.
Quando il Medagliere dell’Arma muove per raggiungere il posto assegnatogli deve ricevere gli onori. Gli stessi onori competono quando passa davanti alla guardia schierata.
I Soci di scorta d’onore devono indossare l’uniforme sociale.
Art. 3
Uniforme Sociale



Le uniformi sociali da indossare nello svolgimento delle attività istituzionali sono riportate nell’allegato 1.
L’Associazione adotta ogni possibile iniziativa per consentire ai soci l’acquisizione degli accessori all’uniforme stessa.
II sopracolletto per i componenti del Consiglio nazionale è intera¬mente bordato col seguente numero di galloncini piatti dorati:
– 3 per il Presidente od il Commissario nazionale;
– 2 per i Vice Presidenti nazionali;
– 1 per i Consiglieri nazionali, gli Ispettori regionali ed il Segretario nazionale.
Il Segretario nazionale inoltre, al di sopra del galloncino, ne applica un altro soltanto fino al termine degli alamari.
I Coordinatori provinciali ne applicano uno dorato ma solo fino al termine degli alamari.
Per i componenti il Consiglio sezionale è prescritta analoga bordatura col seguente numero di galloncini piatti argentati:
– 3 per i Presidenti o i Commissari di Sezione;
– 2 per il Vice Presidente (ove esiste);
– 1 per i Consiglieri ed i Fiduciari delle Sottosezioni ed il Segretario.
Anche il Segretario sezionale, al di sopra del galloncino, ne applica un altro fino al termine degli alamari.
Art. 4
Ammissione dei Soci


Le domande di ammissione a Socio effettivo non in attività di servizio, familiare e simpatizzante vanno presentate o trasmesse dagli interessati direttamente al Presidente della Sezione competente per territorio (allegato 2). Sulla domanda delibera il Consiglio sezionale.
Nei casi in cui ricorrano particolari situazioni di opportunità, gli Ispettori possono autorizzare l’iscrizione o il suo rinnovo presso altra Sezione o Sottosezione viciniore.
Il Presidente nazionale d’iniziativa o su proposta dell’Ispettore o del Coordinatore provinciale (sempre tramite Ispettore) può autorizzare, per lo stesso motivo, l’iscrizione presso la sede centrale dell’Associazione.
I militari in attività di servizio possono presentare la domanda al Presidente nazionale o al Presidente di Sezione territorialmente competente, che provvederà all’inoltro alla Presidenza nazionale per il rilascio della tessera sociale.
II Presidente nazionale o della Sezione, nei casi in cui le domande di ammissione a Socio non vengano accolte, ne danno notizia agli interes¬sati con comunicazione scritta di carattere personale. In caso di cambio di residenza o domicilio il Socio può chiedere l’iscrizione alla Sezione competente per territorio, che ne darà notizia a quella cedente.
Art. 5
Soci Militari in Servizio


I militari dell’Arma in servizio di tutti i gradi, i quali presentano domanda di iscrizione all’Associazione, devono darne notizia ai Comandi di appartenenza.
All’atto del congedamento i militari Soci, senza alcun obbligo di ulteriore contributo fino al 31 dicembre dell’anno in cui il congedamento è avvenuto, passano di diritto a far parte delle Sezioni o delle Sottosezioni aventi giurisdizione nella località nella quale il militare ha eletto il proprio domicilio, acquisendo i diritti e doveri propri dei Soci effettivi in congedo.
Art. 6
Soci familiari e simpatizzanti


Possono essere Soci familiari anche gli ascendenti, discendenti, fratelli, sorelle e rispettivi coniugi di coloro che abbiano prestato o prestino servizio nell’Arma.
Presso le Sezioni estere i Soci discendenti sono equiparati a tutti gli effetti ai Soci effettivi, pertanto hanno diritto di elettorato attivo e passivo.
I Soci simpatizzanti – compresi quelli appartenenti ai Nuclei di volontariato di p.c. – non possono superare il 30% dei Soci effettivi di ciascuna Sezione.
Art. 7
Soci d'onore e benemeriti


Gli Ispettori regionali, di loro iniziativa o su proposta dei Presidenti di Sezione – a seguito di ponderata valutazione dei Consigli sezionali – segnalano alla Presidenza Nazionale, esprimendo parere, i nomi-nativi degli Enti, delle persone nonché – per i Soci “d’Onore”,qualora i titolari sono deceduti – dei loro legittimi rappresentanti (vedova nei confronti della quale non sia stata pronunziata sentenza di separazione per colpa di lei e purchè conservi lo stato vedovile; primogenito degli orfani; o, in mancanza dell’una o degli altri, padre ovvero madre ovvero il maggiore dei fratelli) in possesso dei requisiti, previsti dall’art. 5 dello Statuto per essere nominati Soci “d’Onore” o “Benemeriti” della Associazione.
Il Presidente nazionale ha autonoma facoltà di proposta al Comitato centrale.
Le proposte di nomina a Socio “benemerito” devono essere motivate con l’indicazione delle particolari benemerenze acquisite dalle persone o Enti.
Presso la Presidenza Nazionale saranno iscritti, in distinti albi, i no¬mi di tutti i Soci “d'Onore” e di quelli “Benemeriti”.
La Presidenza Nazionale rilascia una speciale tessera con fotografia ed un diploma che trasmette alla Sezione (per conoscenza all’Ispettore) per la consegna al titolare.
La Sezione inserisce nello schedario la seconda parte della tessera.
I Soci “d’Onore” e “Benemeriti” che abbiano prestato servizio nell’Arma hanno tutti i diritti propri dei Soci effettivi.
I Soci “d’Onore” ed i soci “Benemeriti” sono:
– permanentemente iscritti all’Associazione;
– esenti dalle operazioni di tesseramento annuali.
I Soci “Benemeriti” rimangono in carico alle Sezioni proponenti.
Ove venissero meno i requisiti dell’attribuzione della qualifica di “Benemerito” gli Ispettori inoltreranno motivata proposta al Comitato centrale, per le conseguenti determinazioni.
Art. 8
Apoliticità del socio


Considerata l’apoliticità statutaria dell’Associazione Nazionale Carabinieri (art. 2 dello Statuto), il Socio che accetti candidature in liste elettorali politiche ed amministrative, nazionali o locali, è tenuto ad autosospendersi per la durata della campagna elettorale.
In caso di elezione è tenuto a presentare le dimissioni da eventuali cariche sociali ricoperte. Tale preclusione è limitata alla durata del mandato elettorale.
L’eventuale inosservanza va valutata ai sensi dell’art. 9 dello Statuto.
Art. 9
Gratuità delle cariche sociali


Tutti i Soci prestano la loro opera a titolo gratuito. Ai Soci che ricoprono cariche sociali o che svolgono particolari incarichi per l’Associazione, compete il rimborso delle spese, documentate, sostenute per i doveri d’ufficio e approvate dall’organo collegiale di cui fanno parte o dall’organo istituzionale che ha conferito l’incarico.
Art. 10
Gerarchie Sociali


Le gerarchie sociali connesse alle cariche istituzionali sono esclusivamente di funzione e non di grado.
Art. 11
Disciplina - Procedure


I provvedimenti disciplinari di cui all’art. 9 dello Statuto vengono adottati secondo le competenze previste dall’art. 10 dello Statuto stesso.
Presupposto per la loro adozione è l’esistenza di uno dei comportamenti indicati all’art. 9 primo capoverso del comma 2 lett. a. e b. dello Statuto; si basano, quindi, sulla valutazione degli elementi soggettivi e oggettivi di un fatto che possa configurare l’ipotesi perseguibile disciplinarmente.
Le procedure disciplinari di qualsiasi grado debbono essere ragionevolmente rapide. A ciascun titolare dell’azione disciplinare è vietato adottare provvedimenti suggeriti da qualsiasi motivo che non sia attinente ai criteri enunciati al richiamato art. 9 dello Statuto e di usare, nell’infliggere il provvedimento, forma e modi lesivi della dignità del Socio interessato.
Il Socio sottoposto a procedimento disciplinare, anche se si dimette, viene considerato appartenente all’Associazione fino alla conclusione del procedimento stesso.
Nel caso di infrazioni di lieve entità passibili di “richiamo”, il titolare dell’azione disciplinare potrà adottare direttamente il relativo provvedimento dopo aver sentito l’interessato.
Le fasi del procedimento per l’irrogazione delle sanzioni della sospensione e della espulsione sono le seguenti:
a. cognizione del fatto passibile di sanzione disciplinare da parte dell’organo competente ad infliggerla, direttamente o a seguito di segnalazione di altri titolari degli organismi associativi;
b. valutazione del fatto cognito e formulazione per iscritto delle contestazioni al manchevole con indicazione del termine per la presentazione delle eventuali giustificazioni. Le contestazioni devono esplicitare, con assoluta chiarezza, le norme violate;
c. esame delle giustificazioni ricevute ed eventuale richiesta al manchevole di ulteriori elementi giustificativi, con indicazione del termine per la risposta;
d. trasmissione degli atti, in ragione della rispettiva competenza, alla Commissione di disciplina o al Comitato centrale per l’acquisizione del previsto parere. Quest’ultimi possono, ove ritenuto opportuno, convocare il manchevole per l’acquisizione di ulteriori elementi e comunicano quindi il proprio parere al titolare dell’azione disciplinare entro il termine da questi indicato, di norma non superiore a trenta giorni. In caso di convocazione, il manchevole potrà farsi assistere da un difensore scelto tra i soci della propria sezione, con almeno un anno solare di iscrizione alla stessa;
e. esame e decisioni conclusive da parte del titolare dell’azione disciplinare;
f. comunicazione scritta al manchevole (raccomandata con ricevuta di ritorno) delle decisioni adottate. Per conoscenza ai livelli gerarchici interessati.
La sanzione disciplinare, qualora adottata, dovrà essere adeguatamente motivata con la precisa e chiara indicazione, ancorché sintetica, delle norme violate. La comunicazione stessa dovrà altresì contenere l’indicazione della facoltà di ricorrere contro il provvedimento alle Autorità e nei termini stabiliti dall’art. 10 dello Statuto.
Art. 12
Ricorsi


Per i ricorsi avverso provvedimenti disciplinari valgono le norme di cui all’art. 10 dello Statuto. I destinatari del ricorso, dopo averne accertato i requisiti di ricevibilità e ammissibilità, disporranno nuovi accertamenti, qualora li ritengano necessari, ed acquisiranno il parere degli organi consultivi di cui all’art. 13.
I pareri della Commissione di disciplina o del Comitato centrale saranno resi con l’osservanza delle disposizioni di cui al successivo art. 13 e dell’art. 10 dello Statuto.
L’esito del ricorso sarà comunicato, all’interessato, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno. Per conoscenza ai livelli gerarchici interessati.
Art. 13
Organi consultivi: Commissione di disciplina e Comitato centrale


La Commissione di disciplina ed il Comitato centrale sono composti come stabilito, rispettivamente, dagli articoli 27 e 16 dello Statuto. La prima, è presieduta come indicato al richiamato art. 27; il Comitato centrale, in sede consultiva, è presieduto dal Vice Presidente vicario o, in caso di sua assenza, dal Vice Presidente.
La Commissione di disciplina viene nominata dall’Ispettore regionale all’atto della sua nomina e di volta in volta convocata.
Se durante il mandato qualche membro della Commissione di disciplina viene a mancare per qualsiasi motivo, o in caso di accertata impossibilità a partecipare ad una riunione, viene sostituito, definitivamente nel primo caso e temporaneamente nel secondo, con il Presidente di Sezione più elevato in grado o più anziano che segue i membri in carica. Per il Comitato centrale è sufficiente la presenza maggioritaria dei componenti. Non possono prendere parte alle riunioni i componenti che hanno concorso a promuovere il procedimento disciplinare od i congiunti dell’inquisito.
Art. 14
Procedura per gli organi consultivi


La Commissione di disciplina o il Comitato centrale inviteranno per iscritto – con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno - i soci nei cui confronti è stato instaurato procedimento disciplinare a presentare le proprie giustificazioni per iscritto con lettera raccomandata entro il termine di trenta giorni. In caso di contestazioni, fa fede la data del timbro postale.
Nel caso in cui si ritenga di convocare il manchevole, si applicano le disposizioni di cui all’art 11, para. d) del presente Regolamento.
I pareri della Commissione di disciplina e del Comitato centrale sono emessi a maggioranza. La votazione avviene in ordine inverso del grado o dell’anzianità nel grado dei presenti.
Le risultanze della riunione verranno verbalizzate e comunicate entro il termine fissato, e comunque non oltre 30 giorni, al titolare dell’azione disciplinare.
Art. 15
Sezioni estere - disciplina


Per le Sezioni costituite all’estero i provvedimenti disciplinari di cui all’art. 9, primo capoverso del comma 2, lett. a. e b., vengono adottati:
– il richiamo e la sospensione dal Presidente di sezione sentito il Consiglio sezionale;
– l’espulsione dal Presidente nazionale direttamente o su proposta del Presidente di Sezione, sentito il Comitato centrale.
Si applicano - per quanto possibile – le procedure di cui all’art. 11 del Regolamento.
I ricorsi nei confronti dei provvedimenti adottati dal Presidente di sezione vengono decisi dal Presidente nazionale sentito il Comitato centrale.
Si applicano – per quanto possibile – le procedure di cui all’art. 12 del Regolamento.
Art. 16
Procedimenti penali


La sospensione e radiazione di cui all’art. 6 dello Statuto vengono automaticamente determinati dal Presidente di Sezione, per i Soci in attività di servizio, dal Presidente nazionale.
In caso di assoluzione va valutata la sussistenza di autonome infrazioni disciplinari.
Art. 17
Attestati di benemerenza


E’ un riconoscimento che può essere concesso in favore di Enti, persone e Soci che si siano distinti per attaccamento all’Istituzione o per efficace azione organizzativa o che abbiano procurato al Sodalizio benefici o vantaggi di un qualche rilievo.
Gli Ispettori regionali di loro iniziativa o su indicazione dei Coordinatori provinciali o dei Presidenti di Sezione – a seguito di ponderate valutazioni del Consiglio sezionale – inoltreranno alla Presidenza Nazionale proposte motivate.
La concessione è deliberata dal Comitato centrale.
La Presidenza Nazionale rilascia l’attestato su proprio modello che invia alla Sezione per la consegna all’interessato.
Il conferimento dell’Attestato di benemerenza non attribuisce la qualità di Socio, salvo il rispetto delle norme di cui al precedente art. 4.

Art. 18
Convocazione del Consiglio nazionale


I componenti del Consiglio nazionale, che non possono intervenire alle riunioni del Consiglio, hanno facoltà di comunicare per iscritto il proprio avviso sulle questioni all’ordine del giorno formulando, ove lo credano, osservazioni e proposte che, in apertura di seduta, vengono portate a conoscenza dei Consiglieri nazionali presenti per un’eventuale valutazione in sede di delibera.
Per ogni riunione viene redatto, in apposito registro, verbale riassuntivo, sottoscritto dal Presidente nazionale e dal Segretario nazionale.
La data e l’ordine del giorno delle riunioni del Consiglio nazionale sono, dalla Segreteria nazionale, comunicate almeno dieci giorni prima della data in cui le riunioni stesse dovranno essere tenute.
In caso di urgenza la convocazione può essere fatta a più breve termine.
Per le riunioni del Consiglio nazionale non sono ammesse deleghe.
Art. 19
Comitato centrale


Il Comitato centrale collabora con il Presidente nazionale negli affari di ordinaria amministrazione e nella soluzione di casi urgenti ai sensi dell’art. 16 dello Statuto.
Le deliberazioni del Comitato centrale vengono verbalizzate.
II Presidente nazionale può affidare a membri del Comitato centrale o a Soci qualificati lo studio di problemi tecnico-amministrativi e la organizzazione di particolari attività dell’Associazione.
Art. 20
Segretario nazionale


Il Segretario nazionale ha la direzione e la responsabilità della segreteria dell’Associazione, custodisce gli atti contabili, redige i verbali del Consiglio nazionale e del Comitato centrale, traduce in atto le loro deliberazioni e firma col Presidente nazionale o con il Vice Presidente che eventualmente lo sostituisce gli atti sociali.
Il Segretario nazionale, nella sua qualità di amministratore dei beni dell’Associazione, cura la esazione, rilasciandone ricevuta, e sorveglia la registrazione contabile delle somme che pervengono alla Presidenza nazionale sotto qualunque titolo.
Provvede ad effettuare i pagamenti autorizzati dal Consiglio nazionale o dal Comitato centrale, ritirandone quietanza.
Procede a tutti gli acquisti necessari per il funzionamento degli uffici dell’Associazione e sorveglia la regolare tenuta dell’inventario.
Il Segretario nazionale provvede a versare le somme riscosse sul conto corrente postale intestato all’Asso¬ciazione o presso un Istituto di credito. Provvede anche, a seguito di apposita deliberazione del Comitato centrale e nei limiti fissati dalla predetta deliberazione, ad investire le somme in titoli al portatore di Stato o garantiti dallo Stato.
Ad ogni riunione del Consiglio nazionale è tenuto a far conoscere la situazione di cassa dell'Associazione. Per i bisogni ordinari di spesa ha facoltà di disporre di una somma in contanti non superiore a euro 3.500 (tremilacinquecento) sui fondi dell’Associazione.
Art. 21
Ispettori regionali


Gli Ispettori regionali fanno parte del Consiglio nazionale al quale sono tenuti a rappresentare le aspettative e le aspirazioni dei soci delle Sezioni costituite nella loro giurisdizione, nonché le possibilità che le Sezioni hanno di realizzare le finalità sociali.
Gli Ispettori esercitano funzioni direttive, di coordinamento e di controllo fra gli organi centrali e gli organi periferici dell’Associazione.
Per lo svolgimento delle proprie funzioni si avvalgono dei Coordinatori provinciali di cui all’art. 19 punto 4 dello Statuto, nonché di delegati per settori specifici di attività.
Per la tenuta ed il disbrigo del carteggio, strettamente indispensabile, relativo alle loro funzioni si avvalgono di Soci appartenenti alle Sezioni della giurisdizione.
Art. 22
Coordinatori provinciali


II Coordinatore provinciale non costituisce livello gerarchico ed assolve tutti i compiti demandategli dall’Ispettore regionale ai sensi dell’art. 19.4 dello Statuto.
Viene eletto dai Presidenti delle Sezioni costituite nel territorio della provincia riuniti in assemblea convocata dall’Ispettore.
Ciascun Presidente di Sezione – in caso di impossibilità a partecipare – può delegare un componente del Consiglio sezionale.
Non è ammesso il voto per corrispondenza.
Dieci giorni prima della data stabilita per la riunione dell’assemblea elettorale, i Presidenti di Sezione, sentito il Consiglio sezionale, comunicano all’Ispettore regionale il nominativo di un Socio effettivo della provincia che intenda candidarsi per la carica.
L’Ispettore regionale predispone la scheda elettorale contenente i nomi dei candidati in ordine alfabetico e preceduti dal grado.
Ogni rappresentante di Sezione dispone di un solo voto.
L’assemblea elettorale è presieduta dall’Ispettore regionale che, coadiuvato da tre scrutatori scelti fra i presenti, dà inizio alla votazione che viene effettuata con scheda e a scrutinio segreto.
In caso di parità di voti va proclamato eletto il Socio con maggiore anzianità di iscrizione all’Associazione. Delle operazioni di voto e del risultato delle votazioni viene redatto verbale, da trasmettere in copia alla Presidenza Nazionale ed alle Sezioni interessate.
Il Coordinatore provinciale ha sede presso la Sezione cui è iscritto.
Art. 23
Sezioni territoriali


La Sezione può essere costituita nei Comuni ove sia stato possibile raccogliere un numero di adesioni non inferiore a 15 fra chi abbia prestato servizio nell’Arma, ivi residenti.
Il promotore o chi sia stato a ciò delegato inoltra la proposta all’Ispettore regionale indicando: – nominativi e grado degli aderenti;
– il nominativo di chi sia disposto ad assumere l’incarico di Commissario.
L’Ispettore trasmette alla Presidenza Nazionale motivato parere con l’indicazione della circoscrizione territoriale dell’istituenda Sezione.
La Presidenza Nazionale autorizza e nomina il Commissario.
Questi nel più breve tempo possibile:
– procede alla convocazione dell’Assemblea elettorale;
– trasmette, per l’approvazione, alla Presidenza ed all’Ispettore i verbali delle elezioni;
– effettua il passaggio delle consegne al Presidente di Sezione neo-eletto.
Nei capoluoghi di Regione possono essere costituite più Sezioni con giurisdizione territoriale, di norma, non inferiore a quella del Comando Compagnia territoriale Carabinieri.
Le Sezioni comunicano alla Presidenza Nazionale – per il tramite degli Ispettori, che inoltrano sollecitamente con parere motivato – tutto quanto comporta una valutazione ed un eventuale intervento di quel livello gerarchico. In particolare: proposte di cui agli artt. 7 e 17 del Regolamento, concessione di sussidi e di contributi alle Sezioni, organizzazione di raduni, cerimonie, altre manifestazioni ed eventuali contrasti in ambito Sezioni.
E' fatto divieto alle Sezioni di rivolgersi per qualsiasi motivo direttamente alle Autorità centrali ed al Comando Generale dell’Arma. Esse invece possono, nelle forme dovute e per fini assistenziali, rivolgersi direttamente alle Autorità provinciali o locali.
Per la costituzione di sezioni estere le notizie di cui sopra vengono direttamente inviate alla Presidenza Nazionale.
Art. 24
Denominazione di Sezione


Le Sezioni possono intitolarsi, previa approvazione della Presidenza Nazionale, ad un Eroe, ad un Caduto dell’Arma ovvero, in carenza, a Socio deceduto che abbia acquisito documentate benemerenze ANC. Al nome del prescelto deve seguire anche quello della località di costituzione (Es.: Sezione V.Brig. Salvo D’ACQUISTO di ............... )
Le Sezioni che si intitolano ad Eroi dell’Arma espongono convenientemente nei locali della loro sede la fotografia dell’Eroe unitamente alla riproduzione della motivazione delle ricompense che premiarono il suo valore.
Art. 25
Presidente di sezione


II Presidente di Sezione adotta tutte le iniziative per il perseguimento delle finalità statutarie:
– rendendo edotto il Consiglio di sezione ove non vi siano implicazioni a carattere oneroso;
– rappresentando al Consiglio – per l’approvazione – quelle che comportino oneri o impegni morali.
Nel settore del Volontariato assolve le funzioni configurate all’art. 1 del presente Regolamento.
Art. 26
Segretario di sezione


II Segretario della Sezione coadiuva il Presidente della Sezione ed as¬sume personalmente le funzioni di cassiere economo, che, per le Sezioni numerose, possono dal Presidente essere affidate ad un Socio che dimostri particolare attitudine ad assolverle.
Le attribuzioni del Segretario delle Sezioni sono, in quanto possibile, analoghe a quelle previste dal precedente articolo 20 per il Segretario nazionale. Non ha autonoma disponibilità di fondi.
Pertanto è responsabile delle scritture contabili e dei movimenti di cassa e provvede alla redazione dei bilanci preventivo e consuntivo da sottoporre all’esame del Consiglio di Sezione.
Art. 27
Revisori dei conti di Sezione


Nella sua prima riunione il Consiglio sezionale procede alla nomina di due Revisori dei conti scelti tra i Soci effettivi della Sezione. In alternativa, uno dei Revisori può essere scelto tra i Soci familiari con specifica competenza.
I revisori hanno il compito di controllare, anche disgiuntamente, la gestione economica e amministrativa della sezione e di riferire all’Assemblea sul bilancio consuntivo; possono partecipare alle riunioni del Consiglio di Sezione, esprimendo preliminari valutazioni sugli impegni di spesa significativi, facendone constare a verbale.

Le gerarchie sociali connesse alle cariche istituzionali sono esclusivamente di funzione e non di grado.
Art. 28
Sottosezione


II Fiduciario della Sottosezione, nominato dal Presidente della Sezione, partecipa al Consiglio senza diritto di voto; quando sia impossibilitato ad intervenire alle riunioni indette dalla Sezione può comunicare per iscritto il proprio avviso sulle questioni all’ordine del giorno.
II Presidente della Sezione comunica alle dipendenti Sottosezioni le date di convocazione e l’ordine del giorno di ogni assemblea, comprese le assemblee elettorali, nonché delle riunioni del Consiglio di Se-zione ed i relativi ordini del giorno.
Le Sezioni aventi sede in località tra loro vicine, qualora i Soci inscritti in esse lo decidano a maggioranza, possono trasformarsi in Sottosezioni per fondersi nella Sezione centrale, allo scopo di costituire, a comune vantaggio, un sodalizio più numeroso e di maggiore potenzialità morale ed economica.
Similmente le Sottosezioni che raggiungono il numero di Soci previsto dall’art. 20 dello Statuto possono chiedere di trasformarsi in Sezioni.
Art. 29
Consiglio di Sezione


II Consiglio di Sezione rappresenta tutti gli iscritti in essa e, oltre i compiti di cui all’art. 24 dello Statuto, ha facoltà di farsi promotore di proposte organiche e complete da sottoporre – tramite gli Ispettori – alle decisioni del Consiglio nazionale, purché risultino votate a maggioranza e riflettano questioni di principio o l’adozione di provvedimenti di carattere generale.
La data e l’ordine del giorno delle riunioni sono comunicati ai membri del Consiglio dal Presidente della Se¬zione almeno otto giorni prima della data fissata per la riunione. In caso di urgenza la convocazione può essere fatta con preavviso di almeno 24 ore.
Ciascun Consigliere, tre giorni avanti la riunione del Consiglio o prima di iniziare la discussione, nei casi d’urgenza, può proporre al Presidente la trattazione di argomenti non all’ordine del giorno, argomenti, che una volta inseriti per determinazione del Presidente nell’ordine dei lavori, possono essere portati in discussione. Per ogni riunione viene redatto verbale riassuntivo. Non sono ammesse deleghe.
II Consiglio sezionale ha l’obbligo della più scrupolosa cura del patrimonio sociale e deve vigilare, anche a mezzo dei Revisori, affinché le spese siano sempre contenute nei limiti di bilancio in modo da non incontrare passività.
Delle eventuali irregolarità amministrative i componenti del Consiglio rispondono personalmente ed a norma di legge.
Le cariche di Consigliere di Sezione, Revisore dei conti e Segretario di Sezione sono tra loro incompatibili. Alle riunioni del Consiglio possono intervenire – su invito del Presidente della Sezione – il Presidente del Nucleo di volontariato di p. c. e la delegata del gruppo delle “Benemerite”, senza diritto al voto.
Art. 30
Assemblea di sezione Convocazione, costituzione, disciplina delle sedute


L’Assemblea di Sezione è costituita dai Soci effettivi non in servizio e in regola con il versamento della quota sociale. Il Socio impossibilitato a partecipare può farsi rappresentare da altro Socio effettivo mediante delega scritta. Non è ammessa più di una delega per singolo Socio.
All’Assemblea possono partecipare, senza diritto al voto, i Soci di tutte le categorie iscritti alla Sezione e alla Sottosezione, che possono intervenire nella discussione solo su autorizzazione del Presidente.
L’Assemblea, che può essere ordinaria o straordinaria, è convocata dal Presidente su delibera del Consiglio di Sezione.
La convocazione, con relativo ordine del giorno, avviene con avviso personale, da inviarsi a tutti gli iscritti almeno trenta giorni prima dell’Assemblea.
La verifica dei poteri per l’ammissione all’Assemblea è compito del Consiglio di Sezione ed è soggetta alla vigilanza e al controllo del Presidente.
Per la validità dell’Assemblea si osservano le disposizioni di cui all’art. 23.3 dello Statuto. L’Assemblea viene aperta e presieduta dal Presidente della Sezione che procede alla nomina di un segretario per la redazione del verbale. Il Presidente è responsabile del buon andamento dei lavori, fa osservare le norme dello Statuto e del presente Regolamento, concede la parola, stabilisce l’ordine delle votazioni e ne comunica il risultato.
I Soci che intendono intervenire in una discussione devono iscriversi presso la presidenza dell’Assemblea e hanno facoltà di parola in ordine di iscrizione.
Ogni Socio può intervenire una sola volta nel corso della discussione di un singolo argomento. Qualora un Socio ammesso a parlare non si attenga strettamente all’argomento in discussione, il Presidente, dopo un primo richiamo, gli toglie la parola.
Se nell’Assemblea insorgono inconvenienti, il Presidente dopo un richiamo all’ordine, può espellere i responsabili e nei casi di maggior gravità, sospendere o sciogliere la seduta. Il responsabile o i responsabili degli incidenti ne rispondono in sede disciplinare.
Tutte le eventuali votazioni hanno luogo a scrutinio palese.
Qualora un terzo dei Soci effettivi presenti e rappresentati chieda che la votazione avvenga per appello nominale si procede in ordine inverso di grado: i membri del Consiglio sezionale però votano per ultimi, sempre in ordine inverso di grado o di anzianità di grado.
Le deliberazioni sono assunte a maggioranza dei voti validamente espressi. A parità di voti vale il voto del Presidente.
Art. 31
Assemblea ordinaria: competenze


Le competenze specifiche dell’Assemblea ordinaria sono:
– deliberare sulla relazione programmatica e sul bilancio preventivo predisposto dal Consiglio sezionale;
– deliberare entro il mese di marzo, sulla relazione e sul bilancio consuntivo dell’anno decorso, corredato della relazione dei Revisori dei conti;
– deliberare, su proposta del Consiglio sezionale, l’aliquota delle entrate della Sezione da devolvere alle sottosezioni (ove costituite ) per far fronte al loro funzionamento;
– stabilire, su proposta del Consiglio sezionale, eventuali contributi dei Soci in aggiunta alle quote sociali;
– stabilire, su proposta del Consiglio sezionale, la costituzione di un fondo sociale a beneficio dei Soci in particolare situazione di bisogno.
Art. 32
Assemblea straordinaria


Con delibera del Consiglio di Sezione o su richiesta di almeno un terzo dei Soci effettivi iscritti alla Sezione ovvero dell’Ispettore regionale, possono essere convocate assemblee straordinarie per l’esame di questioni urgenti o di particolare rilievo.
Per la convocazione, la costituzione e lo svolgimento dell’Assemblea straordinaria si applicano le norme previste all’art. 30 del presente Regolamento.
Art. 33
Assemblea elettorale


La convocazione e la costituzione dell’Assemblea per l’elezione dei componenti il Consiglio di Sezione avvengono secondo le procedure stabilite agli artt. 23 dello Statuto e 30 del presente Regolamento, in quanto applicabili.
Della convocazione deve essere data comunicazione all’Ispettore regionale ed al Coordinatore provinciale. L’Assemblea viene aperta dal Socio presente più elevato in grado o più anziano nel grado, il quale fa procedere all’elezione, per alzata di mano, del Presidente e del Segretario dell’Assemblea che ha il compito di redigere il verbale della seduta.
Nel caso in cui la sezione sia commissariata, le funzioni riguardanti il Socio più elevato in grado o più anziano nel grado vengono assolte dal Commissario straordinario.
Su invito del Presidente dell’Assemblea si elegge – per alzata di mano – la Commissione di scrutinio composta di tre membri non candidati a cariche sociali, dei quali, il più elevato in grado o più anziano nel grado ha anche il compito di sostituire il Presidente dell’Assemblea qualora questi debba temporaneamente assentarsi. La lista dei candidati al Consiglio di Sezione (art. 23 punto 5 dello Statuto) deve contenere nominativi sufficienti a formare l’organo elettivo: costituito da cinque membri nel caso in cui i Soci effettivi della Sezione, compresi i componenti delle Sottosezioni dipendenti, non superino il numero di trenta, sette se siano più di trenta e fino a cinquanta, nove se siano più di cinquanta.
In mancanza o in carenza di candidature sufficienti a ricoprire l’intero organo da eleggere, l’Assemblea procede alla nomina di una Commissione per la compilazione di una lista unica, come previsto all’art. 23 punto 8 dello Statuto.
I componenti della Commissione per la compilazione della lista delle candidature non possono far parte della Commissione di scrutinio.
Le operazioni di voto si svolgono tra le ore 09 00 e le ore 19 00, per un minimo di otto ore. L’indicazione dell’orario previsto deve essere contenuto nella lettera di convocazione. All’orario terminale indicato, l’esercizio di voto è consentito solo agli elettori presenti in sala.
Art. 34
Svolgimento operazioni di voto


Sono compiti della Commissione di scrutinio:
– accertare il diritto al voto;
– autenticare le schede di votazione già predisposte dal Presidente di Sezione o dalla Commissione prevista all’art. 33;
– disciplinare le operazioni di voto;
– effettuare lo spoglio delle schede;
– decidere in unica e definitiva istanza per eventuali vertenze concernenti le votazioni;
– redigere il verbale conclusivo consegnandolo al Presidente dell’Assemblea.
Sono compiti del Presidente dell’Assemblea:
– disciplinare l’eventuale dibattito preelettivo, concedendo la parola – per brevi interventi – ai candidati che intendono esporre i loro programmi;
– chiarire le modalità di voto;
– dare corso alla votazione;
– dichiarare chiusa la votazione;
– proclamare gli eletti.
Dal verbale della commissione di scrutinio devono risultare:
– il numero dei votanti;
– il numero delle schede nulle e delle schede bianche;
– il numero dei voti riportati dai singoli candidati;
– l’assicurazione che non sono stati prodotti reclami in ordine alle elezioni;
– la soluzione di eventuali vertenze concernenti le votazioni.
II verbale, sottoscritto dai componenti della Commissione e dal Presidente dell’Assemblea, deve essere redatto in tre copie: una conservata presso la Sezione, una trasmessa alla Presidenza Nazionale, una all’Ispettore regionale.

Art. 35
Elezione Presidente di Sezione
Nella prima riunione del Consiglio sezionale, successiva all’Assemblea elettorale, convocata senza ritardo dal Consigliere neo eletto più elevato in grado o più anziano nel grado, i Consiglieri neo eletti procedono alla elezione nel loro seno del Presidente della Sezione ed eventualmente del Vice Presidente.
In caso di parità di voti va proclamato eletto il Socio con maggiore anzianità di iscrizione all’Associazione. La riunione sarà presieduta dal Consigliere più elevato in grado che procederà a redigere il relativo verbale che sarà firmato da tutti gli intervenuti e trasmesso, unitamente a quello di cui al precedente articolo, alla Presidenza Nazionale e all’Ispettore.
Art. 36
Validità delle elezioni
A norma dell’art. 28, secondo comma dello Statuto, la corretta osservanza della procedura prevista per la convocazione e costituzione dell’assemblea elettorale e la regolarità delle operazioni di voto sono condizioni indispensabili per ottenere l’approvazione delle nomine a cariche sociali. Pertanto, la commissione di scrutinio, nel redigere il verbale delle elezioni assicura che: “le elezioni si sono svolte in piena aderenza alle disposizioni statutarie e regolamentari e che non sono stati prodotti reclami”.
Qualora le nomine predette non riportino la prescritta approvazione della Presidenza Nazionale, saranno indette nuove elezioni nel più breve tempo possibile.
In applicazione dell’art. 29 dello Statuto, quando il Presidente della Sezione non può comunicare alla Presidenza Nazionale, per la sostituzione di un membro del Consiglio venuto a mancare, il Socio che nelle elezioni ha riportato il maggior numero di voti dopo gli eletti, segnala, tramite l’Ispettore, altro Socio ritenuto idoneo e ben accetto alla maggioranza degli iscritti alla Sezione.
Su iniziativa dell’Ispettore regionale, analoga procedura si assume qualora venga a mancare un Coordinatore provinciale.
Art. 37
Elezione degli Ispettori regionali
Per le elezioni degli Ispettori regionali, il Presidente nazionale nomina una Commissione di scrutinio composta dal Vice Presidente vicario e da due Consiglieri nazionali.
La Presidenza Nazionale:
– con congruo anticipo sulla scadenza del mandato, pubblica sull’Organo ufficiale di stampa dell’ANC la costituzione della Commissione di scrutinio invitando i Presidenti di sezione della Regione interessata a comunicare, sentito il Consiglio sezionale ed entro un termine prefissato, il nominativo di un Socio effettivo della Regione - e tale da almeno un anno solare - che intenda candidarsi per la carica;
– scaduto il termine indicato, trasmette ai Presidenti di Sezione la lista dei candidati, che comprenderà, comunque, il nominativo dell’Ispettore uscente, ove questi lo desideri, invitandoli ad esprimere il proprio voto, entro una data stabilita, seguendo le istruzioni indicate nella stessa lettera d’invito.
La Commissione di scrutinio procede allo spoglio delle schede pervenute entro i termini, proclamando eletto il Socio che viene indicato dal maggior numero di Sezioni.
In caso di parità di voti va proclamato eletto il Socio con maggiore anzianità di iscrizione all’Associazione. Il relativo verbale viene trasmesso alla Presidenza Nazionale che ne da partecipazione all’interessato e provvede alla pubblicazione del risultato sull’Organo ufficiale di stampa.
Art. 38
Elezione dei Consiglieri nazionali
Per l’elezione dei nove Consiglieri nazionali, che a norma dell’art. 16 dello Statuto, fanno parte del Comitato centrale:
– l’Ispettore regionale del Lazio – su richiesta della Presidenza – raccoglie le candidature espresse dai Presidenti delle Sezioni di Roma, orientativamente uno per ciascuna categoria indicata all’art. 12 dello Statuto; – la Presidenza Nazionale predispone una scheda di votazione che viene presentata agli Ispettori regionali convocati in assemblea.
Non sono ammesse deleghe né voto per corrispondenza;
– i votanti hanno facoltà di depennare o aggiungere nominativi, assicurando comunque il rispetto del dettato del citato art. 12;
– l’Assemblea elettorale, presieduta dal Presidente nazionale uscente, nomina tra i suoi componenti, per alzata di mano, una commissione ed un segretario che procede allo scrutinio dei voti, espressi in forma segreta, dagli Ispettori;
– la Commissione proclama eletti i nove candidati che abbiano riportato il maggior numero di voti e trasmette il relativo verbale alla Presidenza Nazionale che ne dà partecipazione agli interessati e provvede alla pubblicazione sull’Organo ufficiale di stampa.
In caso di parità di voti va proclamato eletto il Socio con maggiore anzianità di iscrizione all’Associazione.
Art. 39
Presidente e Vicepresidente nazionali
II Presidente e i Vice Presidenti nazionali vengono eletti nel loro seno – nel corso di apposita riunione promossa dalla Presidenza Nazionale – dai nove Consiglieri nazionali.
Assume la presidenza il Consigliere nazionale più elevato in grado o più anziano di grado.
Le elezioni si svolgono con voto segreto e con votazioni successive per il Presidente nazionale, il Vice Presidente vicario ed il secondo Vice Presidente.
Vengono proclamati eletti i Consiglieri nazionali che abbiano riportato il maggior numero di voti. In caso di parità di voti va proclamato eletto il Socio con maggiore anzianità di iscrizione all’Associazione. Il verbale, redatto dal Segretario nazionale, sarà trasmesso al Comando Generale ai sensi dell’art. 28 dello Statuto.
La Presidenza Nazionale provvede alla pubblicazione dei risultati della votazione sull’Organo ufficiale di stampa.
Art. 40
Entrate dell’Associazione
Le entrate dell’Associazione, degli Ispettorati e delle Sezioni, di cui agli articoli 35, 36 e 37 dello Statuto, sono destinate a sopperire alle necessità dell’organizzazione associativa ed ispettiva.
Art. 41
Entrate straordinarie
Per l’organizzazione d’eventuali iniziative intese a promuovere entrate straordinarie alle Sezioni (lettera d dell’art. 37 dello Statuto), deve essere richiesta, almeno 60 giorni prima della loro realizzazione, l’autorizzazione della Presidenza Nazionale. Dovranno altresì osservarsi le disposizioni vigenti in materia di pubblica sicurezza, fiscali, tributarie, sui diritti d’autore, ecc.
Dell’eventuale inosservanza di qualcuna di tali disposizioni risponde il Presidente della Sezione.
Nei biglietti, lettere, manifesti, volantini o documenti in genere relativi alle manifestazioni che vengono effettuate dovrà sempre chiaramente precisarsi che la Sezione indice quelle manifestazioni pro fondi assistenziali del reparto ed eventualmente anche dell’Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Militari dell’Arma dei Carabinieri (ONAOMAC).
L’eventuale cessione a persone estranee all’Associazione di biglietti per le iniziative di cui sopra dovrà essere fatta esclusivamente nell’ambito del proprio territorio dalle Sezioni che danno vita alla manifestazione ed a mezzo di iscritti all’Associazione, in forma cortese e tale da non dare comunque la sensazione di carattere vessatorio: per tale cessione è assolutamente vietato servirsi in alcun modo del telefono e dell’intervento di persone estranee alle Sezioni.
Art. 42
Fondi assistenziali
La Sede centrale dell’Associazione e le Sezioni destinano annualmente una parte delle entrate ai fondi per lo svolgimento delle attività assistenziali e sociali, per l’erogazione di sussidi a Soci in particolare situazione di disagio economico.
Le Sezioni che non possono provvedere in alcun modo all’erogazione di tali sussidi trasmetteranno alla Presidenza nazionale, tramite Ispettore regionale, le eventuali domande dei Soci in comprovate condizioni di bisogno esprimendo parere in merito non senza rappresentare dettagliatamente la posizione famigliare ed economica del richiedente e far conoscere da quanto tempo questi appartenga all’Associazione.
Le Sezioni che abbiano concesso un sussidio possono interessare per altro intervento la Presidenza Nazionale, comunicando l’entità del sussidio da loro concesso.
Non possono essere concessi sussidi a chi non abbia superato l’anno solare di appartenenza all’Associazione.
Art. 43
Bilancio associativo
La Presidenza Nazionale, allorché trasmetterà al Ministero Difesa il rendiconto dei contributi da questo concessi a qualsiasi titolo nel corso dell’esercizio finanziario scaduto, invierà agli Ispettorati quanto loro dovuto ai sensi della lettera a) dell’art. 36 dello Statuto.
Art. 44
Quota associativa
La misura delle quote associative stabilita annualmente dal Consiglio nazionale ai sensi dell’art. 38 dello Statuto viene pubblicata sull’Organo ufficiale di stampa dell’Associazione.
Le quote associative devono essere versate dai Soci – eccezione fatta per quelli “d’Onore” e “Benemeriti” – in unica soluzione. Ogni Socio ha l’obbligo entro il mese di gennaio, di rinnovare la tessera e di versare l’importo della quota. In nessun caso si potrà far luogo alla restituzione di quanto versato.
Le Sezioni debbono versare alla Presidenza nazionale in unica soluzione, entro il mese di aprile, la prevista percentuale della quota associativa di tutti i Soci tesserati.
Le Sezioni che hanno in carico i Soci “Benemeriti” sono tenute a versare all’Associazione l’importo delle relative quote sociali.
I Soci “d’onore” e quelli “benemeriti” – ove lo ritengano – concorrono al funzionamento delle Sezioni con versamenti spontanei.
Qualora un Socio inscritto alla Sede centrale passi a far parte di una Sezione od un Socio inscritto ad una Sezione, passi a far parte della Sede centrale o di un’altra Sezione le quote versate rimangono assegnate rispettivamente alla Sede centrale dell’Associazione o alla Sezione di provenienza.
Art. 45
Tessera associativa
La tessera, che costituisce il solo documento attestante l'appartenenza all’Associazione, deve essere rinnovata ogni anno, mediante l’applicazione di appositi bollini.
Al Socio cui sarà rilasciata una nuova tessera, per deterioramento, smarrimento od esaurimento dello spazio per i bollini, sarà ritirata quella scaduta che, sotto la responsabilità del Presidente della Sezione, dovrà essere distrutta.
Nei casi previsti dall’art 11 dello Statuto, l’interessato ha l’obbligo morale di restituire il documento alla competente Sezione.

Art. 46
Scioglimento di Sezione
Nel caso di scioglimento di una Sezione il fondo sociale sarà versato alla Sede centrale ai sensi dell’art. 32 dello Statuto, mentre per i mobili e le suppellettili il Presidente nazionale può disporne l’alienazione immediata od il passaggio in consegna alla Sezione più vicina in attesa di una decisione definitiva.
Art. 47
Commissariamento di Sezione
Con la nomina del Commissario straordinario decadono tutte le cariche sezionali. Questi ha tuttavia la facoltà di mantenere in carica il Segretario della Sezione e di avvalersi, per attività di ordinaria amministrazione, della collaborazione di Soci della Sezione, da lui prescelti.
Art. 48
Organo di stampa
Le delibere del Consiglio nazionale e quelle di rilievo del Comitato centrale nonchè i comunicati della Presidenza Nazionale vengono portati a conoscenza dei Soci mediante pubblicazione sul periodico “le Fiamme d’Argento” che costituisce Organo ufficiale dell’Associazione.
Art. 49
Entrata in vigore
Il presente Regolamento entra in vigore all’atto dell’approvazione da parte del Consiglio nazionale.

 
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