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Carabinieri in Sicilia Storia



I  CARABINIERI  IN  SICILIA  NEL  1860
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L’opera del Maggiore Massiera  e  del  Colonnello  Serpi


Dopo circa cinque mesi dallo sbarco a Marsala, avvenuto l’11 maggio 1860, Garibaldi avvertì la necessità di dare alla Sicilia, ormai interamente acquisita, una forza di polizia formata da elementi di spiccata onestà e di sicura affidabilità. Di qui la scelta di costituire un Corpo di militari di provata lealtà e con caratteristiche peculiari a quelle del Corpo dei Carabinieri, di cui egli conosceva bene le qualità e la spiccata fedeltà.

Il Decreto con cui a Palermo, il 14 luglio 1860, venne istituito il “Corpo dei Carabinieri in Sicilia” fu firmato dallo stesso Garibaldi, Comandante in Capo le Forze Nazionali dell’Isola “in virtù dei poteri a lui conferiti”. In realtà si era autoproclamato dittatore attribuendosi tali poteri “per volontà del popolo”. Il Decreto fu controfirmato dal Segretario di Stato della Guerra, Vincenzo Orsini, e da quello della Sicurezza Pubblica, Luigi La Porta.

Comandante dei Carabinieri venne nominato il Colonnello Angelo Calderari che nel 1849, durante la breve visita della Repubblica Romana, aveva combattuto a fianco di Garibaldi. L’organizzazione del Corpo fu subito avviata, non senza difficoltà e qualche iniziale battuta d’arresto. Il Governo Sardo, infatti, non era affatto concorde sull’opportunità di istituire quel nuovo corpo di polizia, formato senza il suo consenso.

Il Governo piemontese, cui erano stati chiesti in rinforzo 200 Carabinieri, inizialmente ne inviò nell’Isola solamente trenta. Con Decreto del 2 agosto 1860, a firma di Antonio Mordini, al quale Garibaldi aveva trasmesso da dittatura, fu nominato Comandante del “Corpo dei Carabinieri in Sicilia” il Capitano di terraferma Saverio Francesco Massiera. L’Ufficiale si dimise temporaneamente dal Corpo dei Carabinieri Reali piemontesi e giunse la Sicilia unitamente a Ufficiali, Sottufficiali e Carabinieri.

Il Governo piemontese intese con ciò collaborare direttamente all’organizzazione del Corpo dei Carabinieri siciliani, ma senza assumere in quel momento responsabilità di ordine politico. Questi limiti vennero espressamente indicati al Massiera, nel frattempo promosso Maggiore , dal Comandante Generale del Corpo dei Carabinieri con lettera del 22 settembre 1860:

“Potendo occorrere che i Carabinieri reali stati costì spediti, i quali tuttora fanno parte di questo Real Corpo siano richiesti per intromettersi in gare e dissidi politici, mi premuro di significare a V.S. Ill.ma che è formale intenzione di S.M. il Re che dessi siano adoperati soltanto esclusivamente in servizio di vigilanza, e che si tengano estranei affatto a tutto ciò che sente di politica e anzi quando anche fossero richiesti ad intromettersi in gare simili si rifiutino e ne stiano lontano”.

Il Maggiore Massiera diede notevole impulso all’organizzazione del Corpo dei Carabinieri Siciliani, tanto che l’8 ottobre 1860, nell’imminenza del plebiscito che doveva tenersi il 21 ed il 25 dello stesso mese, il Profittatore Mordini poté emanare il Decreto d’istituzione dei “Carabinieri Reali di Sicilia”, coronamento delle fatiche del Massiera e dei suoi collaboratori. Lo stesso 8 ottobre 1860 furono emanate le disposizioni per l’arruolamento volontario di giovani nell’istituendo Corpo.

A seguito dell’esito positivo del plebiscito, la Sicilia si unì al costituendo Stato unitario e Cavour poté estendere all’Isola il servizio del Corpo dei Carabinieri Reali Piemontesi.

Il 25 ottobre fu inviato nell’Isola il Colonnello Giovanni Serpi con tre Ufficiali e 60 tra Sottufficiali e Carabinieri. Il Serpi costituì un Corpo di Carabinieri Reali distinto dai “Carabinieri Reali di Sicilia”, per cui si ebbe la coesistenza di due presidi di Carabinieri, quello Sardo-Piemontese di circa 100 militari e quello Siciliano, che intento aveva raggiunto la consistenza numerica di circa 500 unità. Serpi, oltre che comandante del Corpo dei Carabinieri Reali, era Ufficiale di collegamento tra il Governo Piemontese e il Luogotenente del Regno di Sicilia Montezemolo.

Nel mese di dicembre 1860 il Col. Serpi, propose allo stesso Montezemolo la fusione dei due Corpi di Carabinieri e l’invio di nuovi rinforzi di militari da prelevare dalle Stazioni del Corpo dei Carabinieri della Sardegna. Montezemolo accolse  la proposta e la inoltrò al Governo Piemontese il 16 dello stesso mese, scrivendo:

“Le difficoltà che sorgono dalla coesistenza dei due Corpi dei Carabinieri sarebbe più facile superarle, se quello che comanda i Carabinieri sardi-piemontesi avesse il grado di generale; egli prendendo il comando dei due Corpi potrebbe fonderli o almeno sottoporli ad eguale disciplina, e proporre quei provvedimenti più idonei a correggere le anormalità e il vizio delle condizioni attuali. Devo formulare un altro desiderio, e sarebbe il caso che venissero mandati ancora cento Carabinieri di Sardegna a cavallo. Il Colonnello Serpi assicura che colà, staccando da ogni stazione un uomo il servizio non avrebbe a soffrire, e qui per le comuni circonvicine si è necessaria una tal forza per stabilire la sicurezza”.

La proposta del Luogotenente del Re fu accolta. Conseguentemente, il 29 dicembre 1860 il Colonnello Giovanni Serpi fu promosso Maggior Generale, ebbe i rinforzi richiesti e assume la carica di Comandante Generale dei Carabinieri Reali in Sicilia.

I Carabinieri si distinsero subito per esempio, rettitudine e coraggio, guadagnandosi la stima e la fiducia della popolazione e delle autorità.

L’anno successivo (1861) il Corpo costituiva già una delle più grandi ed organizzate unità dei Carabinieri del nuovo Stato Unitario.

La Legione di Palermo venne costituita il 6 marzo 1861 con le forze già organizzate dal Maggiore Massiera con militari fatti affluire da altre Legioni, nonché con arruolamenti di volontari locali, per i quali, nello stesso anno, fu istituito a Palermo un “Deposito Legionale provvisorio” (Scuola Allievi) di 600 Carabinieri.

La Legione aveva alle proprie dipendenze le Divisioni di Palermo Interna, Palermo Esterna, Catania Interna, Catania Esterna, Caltanissetta, Girgenti e Messina.

Il 17 novembre 1916 la Legione di Messina venne istituita con incorporate nella propria giurisdizione le Divisioni di Catania e Siracusa, a cui furono aggiunte in seguito altre due Divisioni, quella di Enna e di Ragusa.

Il R.D. 2042 del 14 novembre 1929 “Nuova Circoscrizione militare Territoriale per il servizio dei Carabinieri Reali” decretava che nella Sicilia la Circoscrizione Militare Territoriale per il servizio dei Carabinieri Reali era costituita da un Ispettorato di Zona (IX Brigata) e dai Comandi Legione di Palermo e Messina con le rispettive Divisioni.

Il 16 settembre 1991, veniva istituita la Regione Carabinieri Sicilia, che inglobò i reparti delle ex Legioni di Palermo e Messina.

Il 5 giugno 2009, con determinazione del Comando Generale dell’Arma, veniva disposto il cambio di denominazione da “Regione Carabinieri Sicilia” a “Legione Carabinieri Sicilia”.



Il Comando Legione occupa la Caserma “Carlo Alberto Dalla Chiesa” ed ha alle dipendenze nove Comandi Provinciali: uno per ciascuna provincia dell’Isola. Il Comandante è il Generale di Divisione Vincenzo Coppola.

Palermo, 7 giugno 2010.



Si ringrazia il Ten. Colonnello CC Michele di Martino, che ha curato la stesura del testo.



A. N. C., Ispettorato Regionale per la Sicilia, Segreteria
Ho copiato i testi, per la gradita divulgazione.
Pellegrino Ciarla


 
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