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anc Ispica

ISPICA
La Sezione ANC di ISPICA non è al momento intitolata



sede ISPICA Corso Umberto n. 23 – 25
PRESIDENTE V. Brig. CALABRESE Giorgio Corso Umberto n. 23 – 25 tel. 0932 951892 cell. 3394399624
Contatti E-mail: capitangino1949@libero.it


Il Consiglio Sezionale dell'A.N.C. di ISPICA eletto dal Consiglio Elettorale il 26 GENNAIO 2011 in carica fino al 25 Gennaio 2016 è composto come di seguito elencato:
Vice Presidente C.re Aus. Massimo POLARA 0932/951154 3381895898
Segretario M.A.”S”UPS Francesco RAIMONDO 0932/951930 3313668941
CONSIGLIERE M.M. Salvatore DIMARTINO 0932/952428 3385077520
CONSIGLIERE M.C. Pietro SESSA 0932/952526
CONSIGLIERE V.Brig.Francesco Barone 0932/951029
CONSIGLIERE App.”S” Salvatore SESSA 3333921239
CONSIGLIERE C.re Aus.Cristian BELLUARDO 0932/950681
Revisore dei conti App. Felice RUTA 0932/793906
Revisore dei conti Geom. Salvatore DONZELLO 0932/959842 3292048126
SOCI totale n. 68
soci effettivi n.30
Soci familiari n.21
simpatizzanti n.16
soci in serv.1
La sezione è stata costituita il 23 gennaio 1984 e nel tempo si sono succeduti i sottonotati Presidenti:
DAL 12- 1984 al 1-1996Brig. SILVESTRO FIGURA





dal 2-961 al 2006 M.c. PASQUALE SPINA







dal 27-1-2006 on atto V.Brig. GIORGIO CALABRESE










LA CITTA' CHE CI OSPITA ISPICA (ANTICA SPACCAFORNO)


notizie tratte da:
http://www.comune.ispica.rg.it/



Ispica (33 km da Ragusa; 15000 abitanti; 170 m s.l.m.; CAP 97014; prefisso te. 0932).
E' una graziosa cittadina di circa 14.000 abitanti posta nel limite più orientale della provincia, quasi al confine con la provincia di Siracusa La città dista dal mare circa sei km.
Il centro urbano, ricostruito in questo luogo dopo il disastroso terremoto del 1693, è fra i più funzionali e moderni della provincia ed è caratterizzato da bei palazzi, da belle chiese e da vie larghe e diritte.
ll nome di lspica la città lo ebbe quando fu abolito il vecchio nome di Spaccaforno.

Le origini di Spaccaforno come città sono certamente molto antiche; basti pensare alle grotte della sua stupenda cava e agli insediamenti abitativi del suo territorio, che sono da attribuire ai Siculi, uno dei popoli più antichi della nostra regione.
Il centro abitato era situato nella parte finale della cava, in una posizione facilmente difendibile e in una zona così ricca di acque, da far crescere rapidamente la sua importanza.
Moltissimi sono stati gli abitatori della Cava d'Ispica, dai siculi ai greci, ai romani, ai bizantini, agli arabi, ai normanni così che le abitazioni rupestri adattate di volta in volta ai nuovi usi e alle rinnovate esigenze, che ne hanno alterato spesso in modo irreparabile le tracce storiche, ma conservando in altri casi segni visibilissimi di modi di vivere, di culti ecc., sono divenute uno dei piú preziosi monumenti di storia della nostra terra.
I fatti storici di lspica cominciano, come del resto per quasi tutti gli altri centri della Sicilia, con l'avvento dei Normanni. Ruggero il Normanno, in ricompensa dei servizi ricevuti, dona la città di Spaccaforno a Berengario di Monte Rubro (Monterosso), il quale alla sua morte, rinuncia ai suoi diritti, in favore della regina Eleonora. Dopo alcuni anni di signoria di Gugliemo d'Aragona, fratello del re Pietro II, Spaccaforno viene lascia ta al suo maggiordomo Manfredi Lanza.
Passò quindi a Francesco Prefolio e dopo ai Chiaramonte, fino al 1392, quando dal nuovo re di Sicilia, Martino, la cittá di Spaccaforno e tutta la contea di Modica fu ceduta a Bernardo Cabrera. Ma quando costui per debiti contratti con l'Erario non riusci a pagare, fu costretto a vendere Spaccaforno ad Antonio Caruso, patrizio di Noto, Maestro Razionale del Regno, con tutti i diritti e i privilegi. Da quel momento Spaccaforno si staccó dalla Contea di Modica seguendo altre sorti.
Da Antonio Caruso, la cittá passó al figlio Vincenzo; da costui, che non ebbe eredi, pervenne al fratello Antonello e quindi a sua figlia lsabella Caruso e Moncada, che nel 1493 sposò il conte Francesco Maria Statella, Gran Siniscalco del Regno, barone di Mongiolino e signore di tantissimi altri feudi. Con questo matrimonio gli Statella entrano in possesso di Spaccaforno, che tennero fino al XIX sec., quando fu abolita la feudalità.
Dopo il terremoto del 1693 la cittá fu ricostruita nella vicina spianata, con un impianto urbanistico moderno e arioso, con vie larghe e diritte, con ampie piazze e bellissime chiese. Lentamente le abitazioni della cava furono abbandonate, ma mai in modo definitivo; molte di esse, specie lungo "la Barriera", furono utilizzate come officine, come frantoi per le olive o palmenti, e ancora oggi alcune di esse vengono adibite a depositi, garages o cantine.

Ispica Corso Umberto n. 23 – 25
 
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