ANC Ribera - anc provincia Agrigento

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ANC Ribera

RIBERA
storia sezione
La sezione di Ribera venne costituita nell'anno 1964:
 
 



Nel tempo si sono succeduti i sottonotati Presidenti:

M/llo Angileri Girolamo,attualmente in carica, mail:girolamo.angileri@hotmail.it 




consiglio di sezione
Il Consiglio di sezione eletto il 26 fEBBRAIO 2018 è composto come di seguito elencato:
  PRESIDENTE Mar. ANGILERI Girolamo E-mail girolamo.angileri@hotmail.it tel. 3381315297


App. SMERAGLIA Leonardo vice presidente



 
M.M."A" cs SANTOMAGGIO Guerrino segretario



M.M."A" cs PACE Antonio consigliere





Mar. PIRAINO Domenico consigliere




Mar. LIUZZA Matteo consigliere



Brig.capo BLANDI Tommaso consigliere




Brig. SALVAGGIO Michele consigliere




Vice Brig. MACALUSO  Emanuele consigliere 







Appuntato SPINELLO Salvatore consigliere




REVISORI DEI CONTI



Brig. COLOMBO Alessandro


Car. Aus. SPINELLI Alfonso .


Totale Soci n.135

Soci effettivi n. 73
Soci familiari n. 28
Soci simpatizzanti  n. 32
soci militari Arma n. 2   


Presentazione dell'ANC 
(Associazione Nazionale Carabinieri)

L'Associazione aggrega carabinieri in servizio, in congedo e i loro familiari in quella che è sentita la grande famiglia dell'Arma, venne costituita a Milano il 1^ marzo 1886 con la denominazione di "Associazione di Mutuo Soccorso tra Congedati e Pensionati dei Carabinieri Reali" .
La nostra sede si trova:
Via Duomo, 29 - 92016 RIBERA (AG)
Tel. 338/1315297
E-Mail: girolamo.angileri@hotmail.it
 
Scopi dell'ANC
Scopi fondamentali dell'Associazione, che è apolitica, sono: 
 
  • promuovere e cementare i vincoli di cameratismo e di solidarietà fra i militari in congedo e quelli in servizio dell'Arma, , e fra essi e gli appartenenti alle altre forze armate ed alle rispettive associazioni.
  • tenere vivo fra i soci il sentimento di devozione alla Patria, lo spirito di corpo, il culto delle gloriose tradizioni dell'Arma e la memoria dei suoi eroici caduti;
  • realizzare, nei limiti delle possibilità, l'assistenza morale, culturale, ricreativa ed economica a favore degli iscritti e delle loro famiglie.
L'Associazione Nazionale Carabinieri, con la sua capillare attività, opera in molteplici campi, non solo quello del volontariato generico, dove fornisce assistenza agli anziani, alle scuole ed ai musei, ma anche in quello della protezione civile. I numerosi interventi in favore delle popolazioni, con il soccorso prestato durante il terremoto dell'Aquila,le alluvioni in Liguria, Sicilia, Sardegna ed il sisma in Emilia, ne sono solo alcuni esempi. Tutto questo testimonia che la generosità e la solidarietà non abbandona mai gli uomini dell'Arma, anche quando non indossano più la divisa.
LA LORO CAPACITA' di ascoltare le esigenze dei cittadini,  di stare in mezzo alla gente e di costituire, anche nella vita civile, un modello di onestà e di virtù al quale tutti possono ispirarsi, rendono questi uomini e donne in uniforme, dei punti di riferimento insostituibili diffusi su tutto il territorio nazionale.
LA STESSA PROFESSIONALITA'  e i medesimi valori guidano i Carabinieri, quando il loro impegno si svolge fuori dal territorio nazionale, impiegati nei Teatri operativi, dove operano con competenza e umanità per la ricostruzione delle istituzioni e dei tessuti sociali, nei Paesi lacerati dai conflitti.
Chi si è arruolato nell'Arma ha aderito ad una profonda convinzione morale che lo pone in prima linea, anche in congedo, nel difendere e migliorare con tutte le forze, il bene collettivo.

Quanti siamo e dove siamo

Il sodalizio è oggi costituito da 1696 sezioni sparse sul territorio nazionale;
25 sezioni all'estero: Canadà, Brasile, Argentina, Australia, Gran Bretagna, USA, Francia, Belgio, Svizzera, Polonia, Uruguay etc etc.
circa 1.700 Sezioni operanti  nell'ambito nazionale;
166 Nuclei di Protezione civile, costituite nell'ambito delle Sezioni;
350 Gruppi di volontariato (Gruppi di fatto)
oltre 205.000 soci (di cui circa 1.100 all'estero) in congedo dell'Arma o familiari;
oltre 115.000 carabinieri in servizio (il Comandante Generale dell'Arma, a norma dell'art. 1 dello Statuto è il Presidente Onorario dell'Associazione .
In queste cifre stanno le potenzialità di un'associazione che ha saputo creare negli anni un'indiscussa credibilità riconosciuta a tutti i livelli . Le cariche sociali sono tutte elettive, gratuite e vengono assunte su base volontaristica .


Chi può iscriversi all'ANC :

 soci effettivi:militari (anche di altre Armi, Corpi e servizi) che prestano o hanno prestato servizio nell'Arma dei Carabinieri. 

 soci familiari: gli appartenenti al "nucleo familiare", gli ascendenti, discendenti, fratelli, sorelle e rispettivi coniugi di coloro che abbiano prestato o prestino servizio nell'Arma. Presso le Sezioni estere i Soci discendenti sono equiparati a tutti gli effetti ai Soci effettivi, pertanto hanno diritto di elettorato attivo e passivo. 

 soci simpatizzanti: :coloro che condividono i valori, lo spirito e le finalità statutarie dell'ANC. L'ammissione di soci simpatizzanti è approvata dal Consiglio sezionale. 


Modalità d'iscrizione

Consultare l'elenco "L'ANC in Italia e all'estero" ed individuare la sezione competente sul comune di residenza o domicilio e prendere contatto con i dirigenti della stessa.
I documenti da presentare sono:
n. 2 foto formato tessera;
copia del certificato di congedo o atto equipollente (per i soci effettivi);
copia di un documento del familiare in servizio, in congedo o defunto, attestante l'appartenenza all'Arma dei Carabinieri (per i soci familiari)
autocertificazione o idonea documentazione attestante la buona condotta morale;
sottoscrizione della dichiarazione valida ai fini del Codice sulla Privacy. 
 
i soci effettivi "in attività di servizio": sono iscritti presso la sede centrale dell'ANC (Roma). La domanda può essere presentata al Reparto di appartenenza ovvero alla sezione ANC più vicina, sul modulo predisposto.
Vantaggi derivanti dall'iscrizione

In tema assistenziale, alla riduttiva formula del sussidio in denaro, sono stati aggiunti alcuni "servizi" diretti a soddisfare giuste esigenze dei soci:
Assicurazione infortuni per soci che ricoprono incarichi istituzionali (volontaria);
 Assicurazione per morte o grave invalidità (20%) derivante da attività extraprofessionale (automaticamente estesa a tutti i soci in regola con la quota sociale);
 
Abbonamento gratuito alla rivista "le Fiamme d'Argento", che contiene reportages di attualità e di costume, servizi di cultura, l'impegno nel volontariato, pagine di storia e un'ampia selezione della vita delle sezioni;
 
Agevolazini offerte da ditte fornitrici di servizi, catene ed esercizi commerciali, alberghi che riservano al socio sconti ed agevolazioni (i nomi e gli indirizzi sono inseriti nel sito alla voce "agevolazioni").


Uniforme sociale

Il consiglio delibera l'adozione delle uniformi come di seguito indicato: 

1. IN OGNI OCCASIONE
Per tutti i Soci: (.)
- giacca blu, pantaloni grigio scuro, camicia azzurra; 
- nel periodo estivo è consentita la sola camicia azzurra; 
- cravatta sociale, logo dell'Associazione al taschino;
- distintivo sociale all'occhiello (facoltativo);

2. NELLE MANIFESTAZIONI UFFICIALI
Per i Soci effettivi: (..)
- copricapo a busta con granata e gradi;
- basco o altro copricapo – con granata e gradi – per i Soci che, durante il servizio attivo, hanno fatto parte dei Reparti Mobili o Speciali dell’Arma ove quel particolare indumento sia in dotazione;
- sopracolletto con alamari e granate. 
Per i Soci familiari, i Soci benemeriti non provenienti dall’Arma e i Soci simpatizzanti:
- copricapo tipo baseball blu con logo dell’Associazione;
- sopracolletto con «minilogo» sul bavero.

3.BENEMERITE (:.)
Per le Socie effettive:
- tailleur blu (o giacca e pantaloni);
- camicia azzurra con cravatta sociale;
- copricapo di foggia militare con granata e gradi 
- basco o altro copricapo – con granata e gradi – per le Socie che, durante il servizio attivo, hanno fatto parte dei Reparti Mobili o Speciali dell’Arma ove quel particolare indumento sia in dotazione;
- sopracolletto con alamari (nelle manifestazioni ufficiali).
Per le Socie familiari e simpatizzanti:
- tailleur blu (o giacca e pantaloni);
- foulard ANC con logo in metallo;
- copricapo di foggia «militare» con logo;
- mantella di colore blu con fodera in tinta d’inverno.
L'ANC di Ribera,tende ad essere un "gruppo di amici" che sta bene insieme e vive l'Associazione, come momento ricreativo e creativo, con l'auspicio di continuare a crescere, migliorarci e operare al potenziamento morale e materiale del sodalizio, tenendo sempre alto il prestigio e i valori dell'Arma .
Oggi l'Arma dei Carabinieri in Sicilia conta 9 comandi provinciali, 2 comandi gruppi, 52 compagnie e 413 stazioni . Una grande struttura di uomini, donne, e di mezzi a tutela della democrazia, della libertà, della pace, della sicurezza e della stabilità internazionale.
Nell'ambito della Regione Sicilia operano ben 103 sezioni ANC e oltre 7.500 sono gli iscritti
Nella provincia di Agrigento in atto esistono ben 11 sezioni con oltre 800 iscritti, coordinate dal Comm. dott. Sebastiano Perruccio .

All'interno della Sezione ANC di Ribera, si continuano a organizzare, gite, pranzi e serate sociali, incontri culturali, manifestazioni sportive, mostre di uniformi d'epoca e fotografie dell'Arma dei Carabinieri, tutte iniziative di aggregazione che riscuotono sempre più consensi e apprezzamenti da parte degli iscritti e, specialmente agli anziani commilitoni che sono quelli che dimostrano più gradimento per questo tipo di attività .

Nel quadro delle varie celebrazioni e degli avvenimenti istituzionali che annualmente hanno luogo nella nostra città (Festa dell'Arma, Festa della Repubblica,25 aprile Festa della Liberazione,Giornata delle Forze Armate, 2 Novembre Commemorazione dei defunti, Caduti di Nassirya, Festa della Virgo Fidelis, Precetti pasquale e natalizio) .
Una partecipazione attiva, una testimonianza sobria, una visibilità positiva che dà forza e lustro alle proprie radici e alla propria storia.

La vita del Carabiniere

L’arma si è sempre particolarmente distinta per il valore della “fedeltà” nei confronti della Patria, dello Stato, della famiglia, della gente semplice, una fedeltà strenuamente perseguita anche a costo della vita. Così la gente percepisce il Carabiniere, come garante di tranquillità e di ostinata convivenza civile”.
Cosa trasforma un uomo qualsiasi in Carabiniere, non può farlo certo la frequenza del corso basico di istruzione presso una scuola allievi che dura in tutto nove mesi, cosa è quindi che consente a questi umili eroi del quotidiano di far trionfare la ragione sull’istinto, dell’altruismo sull’egoismo, in poche parole del bene sul male, ma sempre con il fine di poter garantire la piena convivenza civile e sociale.
Una indicazione la troviamo nel breve apostolico con cui Pio XII l’8 dicembre 1949 proclamava Maria “Virgo Fidelis” Patrona dei Carabinieri:
“”Nessuno ignora che gli antichi eserciti d’Europa, ispirati da una ardente fede Cristiana, hanno intensamente coltivato tutte le virtù, atte a formare fortemente e cavallerescamente gli animi dei militari a un più alto e civile senso della vita.
Fra di esse, emerse sempre e costantemente rifulse, come fondamento e principio, quella virtù della Fedeltà, per la quale i militari stessi, votandosi strettamente al loro Capo e alle Patrie Istituzioni, preferiscono, generosi e coscenti, di anteporre al proprio bene il bene comune. ……….
. Di questa virtù diedero appunto coraggiosamente fulgentissimo esempio i Militari Italiani addetti alla pubblica tutela chiamati “Carabinieri”, in quanto che, saggiamente istituiti in Piemonte, fin dall’anno 1814, per la difesa dello Stato contro i rivolgimenti dei perturbatori, ossequientemente accolsero e fedelmente osservarono il celebre loro motto araldico: “Fedele nei secoli”……….””
 La Fedeltà, quindi, viene vista come base del carattere e dei sentimenti del Carabiniere, una Fedeltà sentita e sofferta, in specie in questi tempi in cui i valori morali sono spesso messi in discussione, quando non vengono scherniti, in questa società dominata dalla ostentazione di beni materiali e scandita ormai dai fulminanti ritmi dell’informazione e di Internet. Questi uomini che volontariamente rinunciano a delle loro libertà riconosciute, per sottoporsi ad una vita che è contrassegnata da ritmi che non ineriscono la sfera personale, dove il bene dell’uno viene accantonato in nome del bene collettivo, dove le festività sono assaporate con gioia in quanto raramente passate con i cari, dove si vive e si opera lontano dalle zone di nascita, lontano dagli affetti e dai legami di amicizia, spesso in trasferimento da una zona all’altra dove la nostra opera e le nostre energie sono più necessarie, con tutti i problemi che tali movimenti comportano.
Certo questi sono dei lati negativi, ma la luce che leggo negli occhi dei Carabinieri, quando prestano la loro fattiva opera, la felicità che traspira dai loro visi quando raggiungono un risultato positivo, è quella di coloro che sono soddisfatti ed appagati, che non pensano alle negatività sofferte, alle ore e alle giornate spese, tutto diviene relativo, tutto si sublima in quell’attimo di intensa partecipazione alla consapevolezza di aver dato, donato agli altri la possibilità di vivere nella serenità.
Sono quindi i valori morali tramandati nell’animus del Carabiniere che lo differenziano e lo caratterizzano, è l’accettazione del proprio ruolo come parte integrante della società nella particolare funzione di tutore della stessa che determina questa particolare forma di organizzazione che nonostante il passare dei tempi e i necessari aggiornamenti mantiene una saldezza di principi e di ideali che uniscono il Reale Carabiniere dell’800 con quello del 3^ millennio, diverso forse nell’esteriorità, ma simile per i sentimenti.

Riscriviamo la nostra storia

  A noi, Carabinieri “di lungo corso”, sembra talvolta che declinando la nostra età discendente, siano per cadere anche le nostre speranze e non solo quelle personali e sfumare i programmi per un avvenire che forse non c’è.
Ed essendo un preciso dovere trasmettere ai giovani il nostro patrimonio morale come ci è stato a suo tempo affidato, temiamo di consegnare loro un’Arma diversa da quella che – nell’entusiasmo giovanile – pensammo e idealizzammo nei progetti di vita e che, nella maturità ci è sembrato di essere destinati a realizzare concretamente.
Il “sistema Arma” in cui abbiamo coltivato e perseguito, con i nostri sogni e le legittime ambizioni, i modelli di uno stile di vita rigoroso eppure esaltante, a ben pensarci, non esiste più così come lo abbiamo vissuto, perché si è nel tempo trasformato adeguandosi giustamente al progresso sia tecnologico, sia sociopolitico dell’Italia, dell’Europa, del mondo. E di questo ci vantiamo senza falsi pudori: di essere si figli del nostro tempo, ma di avere comunque sempre guardato al futuro credendo fermamente nella necessità di una evoluzione istituzionale la quale, ben saldo il rispetto dei valori fondamentali che dal 1814 animano il nostro Giuramento, costituisca il filo conduttore del delicato processo di rinnovamento nella tradizione, identificando i Carabinieri di oggi come i continuatori di un percorso di servizio collaudato da oltre due secoli di storia. Nessuna eresia dunque quando sosteniamo che “l’Arma di una volta” non esiste più: l’importante è dirlo costruttivamente, per rilevare, non per biasimare gratuitamente il nuovo, perché la validità delle scelte è data dai risultati che non mancano oggi come non sono mancati ieri.
Peraltro, se c’è oggi qualcosa che non va, ne siamo anche noi responsabili, senza alibi, senza sconti, senza addossare colpe ad altre generazioni passate e presenti verso cui, anzi, nutriamo sentimenti di stima e affetto. Per questo non ci sentiamo giganti che poggiano sulle spalle di nani, né pensiamo di essere nani che poggiano la loro azione sulle spalle di giganti: siamo quello che siamo, con le nostre connotazioni e con la nostra umanità, ma siamo anche, tutti insieme, Carabinieri di ieri, di oggi e del domani che si sta formando sui banchi degli Istituti dell’Arma e dobbiamo colloquiare con la gioia di potersi, di volersi guardare serenamente negli occhi. Com’è nostro costume.
Ma ecco: noi che, per inguaribile e ragionato ottimismo, contiamo soltanto le primavere degli anni, noi che la lunghezza della vita ha costretto spesso a fare scelte impopolari e difficili, vogliamo raccontare un brano della nostra storia ai Carabinieri delle giovani generazioni, per farli partecipi delle vicende dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Sodalizio della grande famiglia dell’Arma nel quale dovremmo sentirci tutti compresi, senza differenze d’età, proprio perché vi convergono tradizione, continuità, esperienze e cultura dei valori in un presente spirituale e pur concreto, ove le parole “congedo” e “servizio” sono solo identificativi di stato per un ruolo sociale comune: quello dell’essere Carabiniere.
Nascono così nuove pagine che, in una ardita sintesi, comprendono le tappe di una storia lunga e sofferta che comincia quando – in assenza di un sistema assistenziale nazionale – i primi Carabinieri congedati e/o pensionati di fine ‘800 si ritrovano economicamente in una forma di precarietà che suscita e incoraggia sentimenti di associazionismo ai fini del mutuo soccorso.
Da allora Arma in attività di servizio e sodalizi assistenziali di varia denominazione, viaggiano in perfetta simbiosi, con rapporti sostanzialmente sempre accettabili: nel’arco di circa due secoli, dal piccolo regno sardo-piemontese si giunge all’Italia degli anni Duemila, da un piccolo Corpo di “militari per saviezza distinti” si giunge all’Arma dei Carabinieri con rango di Forza Armata della Repubblica Italiana, motivo di vanto nazionale per tutti, esempio da imitare da parte delle Gendarmerie di quasi tutto il mondo.
Noi abbiamo l’orgoglio di descrivere il passato della nostra Istituzione, raccontando con semplicità, ma in maniera organica e documentata, le origini del movimento associazionistico fra Carabinieri che dagli incerti inizi del 1886 giunge alla realtà di una Associazione Nazionale Carabinieri di oltre 200.000 iscritti.
Noi siamo la memoria del passato, siamo il ricordo, rappresentiamo la lunga sequenza di avvenimenti che costituiscono la nostra storia, conserviamo ancora la speranza: speriamo nei giovani, che sono il progetto e la certezza dell’avvenire della nostra Istituzione.
Ora tocca ai giovani progettare un felice futuro per l’Arma benemerita
Presentazione dell'ANC 
(Associazione Nazionale Carabinieri)

L'Associazione aggrega carabinieri in servizio, in congedo e i loro familiari in quella che è sentita la grande famiglia dell'Arma, venne costituita a Milano il 1^ marzo 1886 con la denominazione di "Associazione di Mutuo Soccorso tra Congedati e Pensionati dei Carabinieri Reali" .
La nostra sede si trova:
Via Duomo, 29 - 92016 RIBERA (AG)
Tel. 338/1315297
E-Mail: girolamo.angileri@hotmail.it
 
Scopi dell'ANC
Scopi fondamentali dell'Associazione, che è apolitica, sono: 
 
  • promuovere e cementare i vincoli di cameratismo e di solidarietà fra i militari in congedo e quelli in servizio dell'Arma, , e fra essi e gli appartenenti alle altre forze armate ed alle rispettive associazioni.
  • tenere vivo fra i soci il sentimento di devozione alla Patria, lo spirito di corpo, il culto delle gloriose tradizioni dell'Arma e la memoria dei suoi eroici caduti;
  • realizzare, nei limiti delle possibilità, l'assistenza morale, culturale, ricreativa ed economica a favore degli iscritti e delle loro famiglie.
L'Associazione Nazionale Carabinieri, con la sua capillare attività, opera in molteplici campi, non solo quello del volontariato generico, dove fornisce assistenza agli anziani, alle scuole ed ai musei, ma anche in quello della protezione civile. I numerosi interventi in favore delle popolazioni, con il soccorso prestato durante il terremoto dell'Aquila,le alluvioni in Liguria, Sicilia, Sardegna ed il sisma in Emilia, ne sono solo alcuni esempi. Tutto questo testimonia che la generosità e la solidarietà non abbandona mai gli uomini dell'Arma, anche quando non indossano più la divisa.
LA LORO CAPACITA' di ascoltare le esigenze dei cittadini,  di stare in mezzo alla gente e di costituire, anche nella vita civile, un modello di onestà e di virtù al quale tutti possono ispirarsi, rendono questi uomini e donne in uniforme, dei punti di riferimento insostituibili diffusi su tutto il territorio nazionale.
LA STESSA PROFESSIONALITA'  e i medesimi valori guidano i Carabinieri, quando il loro impegno si svolge fuori dal territorio nazionale, impiegati nei Teatri operativi, dove operano con competenza e umanità per la ricostruzione delle istituzioni e dei tessuti sociali, nei Paesi lacerati dai conflitti.
Chi si è arruolato nell'Arma ha aderito ad una profonda convinzione morale che lo pone in prima linea, anche in congedo, nel difendere e migliorare con tutte le forze, il bene collettivo.

Quanti siamo e dove siamo

Il sodalizio è oggi costituito da 1696 sezioni sparse sul territorio nazionale;
25 sezioni all'estero: Canadà, Brasile, Argentina, Australia, Gran Bretagna, USA, Francia, Belgio, Svizzera, Polonia, Uruguay etc etc.
circa 1.700 Sezioni operanti  nell'ambito nazionale;
166 Nuclei di Protezione civile, costituite nell'ambito delle Sezioni;
350 Gruppi di volontariato (Gruppi di fatto)
oltre 205.000 soci (di cui circa 1.100 all'estero) in congedo dell'Arma o familiari;
oltre 115.000 carabinieri in servizio (il Comandante Generale dell'Arma, a norma dell'art. 1 dello Statuto è il Presidente Onorario dell'Associazione .
In queste cifre stanno le potenzialità di un'associazione che ha saputo creare negli anni un'indiscussa credibilità riconosciuta a tutti i livelli . Le cariche sociali sono tutte elettive, gratuite e vengono assunte su base volontaristica .


Chi può iscriversi all'ANC :

 soci effettivi:militari (anche di altre Armi, Corpi e servizi) che prestano o hanno prestato servizio nell'Arma dei Carabinieri. 

 soci familiari: gli appartenenti al "nucleo familiare", gli ascendenti, discendenti, fratelli, sorelle e rispettivi coniugi di coloro che abbiano prestato o prestino servizio nell'Arma. Presso le Sezioni estere i Soci discendenti sono equiparati a tutti gli effetti ai Soci effettivi, pertanto hanno diritto di elettorato attivo e passivo. 

 soci simpatizzanti: :coloro che condividono i valori, lo spirito e le finalità statutarie dell'ANC. L'ammissione di soci simpatizzanti è approvata dal Consiglio sezionale. 


Modalità d'iscrizione

Consultare l'elenco "L'ANC in Italia e all'estero" ed individuare la sezione competente sul comune di residenza o domicilio e prendere contatto con i dirigenti della stessa.
I documenti da presentare sono:
n. 2 foto formato tessera;
copia del certificato di congedo o atto equipollente (per i soci effettivi);
copia di un documento del familiare in servizio, in congedo o defunto, attestante l'appartenenza all'Arma dei Carabinieri (per i soci familiari)
autocertificazione o idonea documentazione attestante la buona condotta morale;
sottoscrizione della dichiarazione valida ai fini del Codice sulla Privacy. 
 
i soci effettivi "in attività di servizio": sono iscritti presso la sede centrale dell'ANC (Roma). La domanda può essere presentata al Reparto di appartenenza ovvero alla sezione ANC più vicina, sul modulo predisposto.
Vantaggi derivanti dall'iscrizione

In tema assistenziale, alla riduttiva formula del sussidio in denaro, sono stati aggiunti alcuni "servizi" diretti a soddisfare giuste esigenze dei soci:
Assicurazione infortuni per soci che ricoprono incarichi istituzionali (volontaria);
 Assicurazione per morte o grave invalidità (20%) derivante da attività extraprofessionale (automaticamente estesa a tutti i soci in regola con la quota sociale);
 
Abbonamento gratuito alla rivista "le Fiamme d'Argento", che contiene reportages di attualità e di costume, servizi di cultura, l'impegno nel volontariato, pagine di storia e un'ampia selezione della vita delle sezioni;
 
Agevolazini offerte da ditte fornitrici di servizi, catene ed esercizi commerciali, alberghi che riservano al socio sconti ed agevolazioni (i nomi e gli indirizzi sono inseriti nel sito alla voce "agevolazioni").


Uniforme sociale

Il consiglio delibera l'adozione delle uniformi come di seguito indicato: 

1. IN OGNI OCCASIONE
Per tutti i Soci: (.)
- giacca blu, pantaloni grigio scuro, camicia azzurra; 
- nel periodo estivo è consentita la sola camicia azzurra; 
- cravatta sociale, logo dell'Associazione al taschino;
- distintivo sociale all'occhiello (facoltativo);

2. NELLE MANIFESTAZIONI UFFICIALI
Per i Soci effettivi: (..)
- copricapo a busta con granata e gradi;
- basco o altro copricapo – con granata e gradi – per i Soci che, durante il servizio attivo, hanno fatto parte dei Reparti Mobili o Speciali dell’Arma ove quel particolare indumento sia in dotazione;
- sopracolletto con alamari e granate. 
Per i Soci familiari, i Soci benemeriti non provenienti dall’Arma e i Soci simpatizzanti:
- copricapo tipo baseball blu con logo dell’Associazione;
- sopracolletto con «minilogo» sul bavero.

3.BENEMERITE (:.)
Per le Socie effettive:
- tailleur blu (o giacca e pantaloni);
- camicia azzurra con cravatta sociale;
- copricapo di foggia militare con granata e gradi 
- basco o altro copricapo – con granata e gradi – per le Socie che, durante il servizio attivo, hanno fatto parte dei Reparti Mobili o Speciali dell’Arma ove quel particolare indumento sia in dotazione;
- sopracolletto con alamari (nelle manifestazioni ufficiali).
Per le Socie familiari e simpatizzanti:
- tailleur blu (o giacca e pantaloni);
- foulard ANC con logo in metallo;
- copricapo di foggia «militare» con logo;
- mantella di colore blu con fodera in tinta d’inverno.
L'ANC di Ribera,tende ad essere un "gruppo di amici" che sta bene insieme e vive l'Associazione, come momento ricreativo e creativo, con l'auspicio di continuare a crescere, migliorarci e operare al potenziamento morale e materiale del sodalizio, tenendo sempre alto il prestigio e i valori dell'Arma .
Oggi l'Arma dei Carabinieri in Sicilia conta 9 comandi provinciali, 2 comandi gruppi, 52 compagnie e 413 stazioni . Una grande struttura di uomini, donne, e di mezzi a tutela della democrazia, della libertà, della pace, della sicurezza e della stabilità internazionale.
Nell'ambito della Regione Sicilia operano ben 103 sezioni ANC e oltre 7.500 sono gli iscritti
Nella provincia di Agrigento in atto esistono ben 11 sezioni con oltre 800 iscritti, coordinate dal Comm. dott. Sebastiano Perruccio .

All'interno della Sezione ANC di Ribera, si continuano a organizzare, gite, pranzi e serate sociali, incontri culturali, manifestazioni sportive, mostre di uniformi d'epoca e fotografie dell'Arma dei Carabinieri, tutte iniziative di aggregazione che riscuotono sempre più consensi e apprezzamenti da parte degli iscritti e, specialmente agli anziani commilitoni che sono quelli che dimostrano più gradimento per questo tipo di attività .

Nel quadro delle varie celebrazioni e degli avvenimenti istituzionali che annualmente hanno luogo nella nostra città (Festa dell'Arma, Festa della Repubblica,25 aprile Festa della Liberazione,Giornata delle Forze Armate, 2 Novembre Commemorazione dei defunti, Caduti di Nassirya, Festa della Virgo Fidelis, Precetti pasquale e natalizio) .
Una partecipazione attiva, una testimonianza sobria, una visibilità positiva che dà forza e lustro alle proprie radici e alla propria storia.

La vita del Carabiniere

L’arma si è sempre particolarmente distinta per il valore della “fedeltà” nei confronti della Patria, dello Stato, della famiglia, della gente semplice, una fedeltà strenuamente perseguita anche a costo della vita. Così la gente percepisce il Carabiniere, come garante di tranquillità e di ostinata convivenza civile”.
Cosa trasforma un uomo qualsiasi in Carabiniere, non può farlo certo la frequenza del corso basico di istruzione presso una scuola allievi che dura in tutto nove mesi, cosa è quindi che consente a questi umili eroi del quotidiano di far trionfare la ragione sull’istinto, dell’altruismo sull’egoismo, in poche parole del bene sul male, ma sempre con il fine di poter garantire la piena convivenza civile e sociale.
Una indicazione la troviamo nel breve apostolico con cui Pio XII l’8 dicembre 1949 proclamava Maria “Virgo Fidelis” Patrona dei Carabinieri:
“”Nessuno ignora che gli antichi eserciti d’Europa, ispirati da una ardente fede Cristiana, hanno intensamente coltivato tutte le virtù, atte a formare fortemente e cavallerescamente gli animi dei militari a un più alto e civile senso della vita.
Fra di esse, emerse sempre e costantemente rifulse, come fondamento e principio, quella virtù della Fedeltà, per la quale i militari stessi, votandosi strettamente al loro Capo e alle Patrie Istituzioni, preferiscono, generosi e coscenti, di anteporre al proprio bene il bene comune. ……….
. Di questa virtù diedero appunto coraggiosamente fulgentissimo esempio i Militari Italiani addetti alla pubblica tutela chiamati “Carabinieri”, in quanto che, saggiamente istituiti in Piemonte, fin dall’anno 1814, per la difesa dello Stato contro i rivolgimenti dei perturbatori, ossequientemente accolsero e fedelmente osservarono il celebre loro motto araldico: “Fedele nei secoli”……….””
 La Fedeltà, quindi, viene vista come base del carattere e dei sentimenti del Carabiniere, una Fedeltà sentita e sofferta, in specie in questi tempi in cui i valori morali sono spesso messi in discussione, quando non vengono scherniti, in questa società dominata dalla ostentazione di beni materiali e scandita ormai dai fulminanti ritmi dell’informazione e di Internet. Questi uomini che volontariamente rinunciano a delle loro libertà riconosciute, per sottoporsi ad una vita che è contrassegnata da ritmi che non ineriscono la sfera personale, dove il bene dell’uno viene accantonato in nome del bene collettivo, dove le festività sono assaporate con gioia in quanto raramente passate con i cari, dove si vive e si opera lontano dalle zone di nascita, lontano dagli affetti e dai legami di amicizia, spesso in trasferimento da una zona all’altra dove la nostra opera e le nostre energie sono più necessarie, con tutti i problemi che tali movimenti comportano.
Certo questi sono dei lati negativi, ma la luce che leggo negli occhi dei Carabinieri, quando prestano la loro fattiva opera, la felicità che traspira dai loro visi quando raggiungono un risultato positivo, è quella di coloro che sono soddisfatti ed appagati, che non pensano alle negatività sofferte, alle ore e alle giornate spese, tutto diviene relativo, tutto si sublima in quell’attimo di intensa partecipazione alla consapevolezza di aver dato, donato agli altri la possibilità di vivere nella serenità.
Sono quindi i valori morali tramandati nell’animus del Carabiniere che lo differenziano e lo caratterizzano, è l’accettazione del proprio ruolo come parte integrante della società nella particolare funzione di tutore della stessa che determina questa particolare forma di organizzazione che nonostante il passare dei tempi e i necessari aggiornamenti mantiene una saldezza di principi e di ideali che uniscono il Reale Carabiniere dell’800 con quello del 3^ millennio, diverso forse nell’esteriorità, ma simile per i sentimenti.

Riscriviamo la nostra storia

  A noi, Carabinieri “di lungo corso”, sembra talvolta che declinando la nostra età discendente, siano per cadere anche le nostre speranze e non solo quelle personali e sfumare i programmi per un avvenire che forse non c’è.
Ed essendo un preciso dovere trasmettere ai giovani il nostro patrimonio morale come ci è stato a suo tempo affidato, temiamo di consegnare loro un’Arma diversa da quella che – nell’entusiasmo giovanile – pensammo e idealizzammo nei progetti di vita e che, nella maturità ci è sembrato di essere destinati a realizzare concretamente.
Il “sistema Arma” in cui abbiamo coltivato e perseguito, con i nostri sogni e le legittime ambizioni, i modelli di uno stile di vita rigoroso eppure esaltante, a ben pensarci, non esiste più così come lo abbiamo vissuto, perché si è nel tempo trasformato adeguandosi giustamente al progresso sia tecnologico, sia sociopolitico dell’Italia, dell’Europa, del mondo. E di questo ci vantiamo senza falsi pudori: di essere si figli del nostro tempo, ma di avere comunque sempre guardato al futuro credendo fermamente nella necessità di una evoluzione istituzionale la quale, ben saldo il rispetto dei valori fondamentali che dal 1814 animano il nostro Giuramento, costituisca il filo conduttore del delicato processo di rinnovamento nella tradizione, identificando i Carabinieri di oggi come i continuatori di un percorso di servizio collaudato da oltre due secoli di storia. Nessuna eresia dunque quando sosteniamo che “l’Arma di una volta” non esiste più: l’importante è dirlo costruttivamente, per rilevare, non per biasimare gratuitamente il nuovo, perché la validità delle scelte è data dai risultati che non mancano oggi come non sono mancati ieri.
Peraltro, se c’è oggi qualcosa che non va, ne siamo anche noi responsabili, senza alibi, senza sconti, senza addossare colpe ad altre generazioni passate e presenti verso cui, anzi, nutriamo sentimenti di stima e affetto. Per questo non ci sentiamo giganti che poggiano sulle spalle di nani, né pensiamo di essere nani che poggiano la loro azione sulle spalle di giganti: siamo quello che siamo, con le nostre connotazioni e con la nostra umanità, ma siamo anche, tutti insieme, Carabinieri di ieri, di oggi e del domani che si sta formando sui banchi degli Istituti dell’Arma e dobbiamo colloquiare con la gioia di potersi, di volersi guardare serenamente negli occhi. Com’è nostro costume.
Ma ecco: noi che, per inguaribile e ragionato ottimismo, contiamo soltanto le primavere degli anni, noi che la lunghezza della vita ha costretto spesso a fare scelte impopolari e difficili, vogliamo raccontare un brano della nostra storia ai Carabinieri delle giovani generazioni, per farli partecipi delle vicende dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Sodalizio della grande famiglia dell’Arma nel quale dovremmo sentirci tutti compresi, senza differenze d’età, proprio perché vi convergono tradizione, continuità, esperienze e cultura dei valori in un presente spirituale e pur concreto, ove le parole “congedo” e “servizio” sono solo identificativi di stato per un ruolo sociale comune: quello dell’essere Carabiniere.
Nascono così nuove pagine che, in una ardita sintesi, comprendono le tappe di una storia lunga e sofferta che comincia quando – in assenza di un sistema assistenziale nazionale – i primi Carabinieri congedati e/o pensionati di fine ‘800 si ritrovano economicamente in una forma di precarietà che suscita e incoraggia sentimenti di associazionismo ai fini del mutuo soccorso.
Da allora Arma in attività di servizio e sodalizi assistenziali di varia denominazione, viaggiano in perfetta simbiosi, con rapporti sostanzialmente sempre accettabili: nel’arco di circa due secoli, dal piccolo regno sardo-piemontese si giunge all’Italia degli anni Duemila, da un piccolo Corpo di “militari per saviezza distinti” si giunge all’Arma dei Carabinieri con rango di Forza Armata della Repubblica Italiana, motivo di vanto nazionale per tutti, esempio da imitare da parte delle Gendarmerie di quasi tutto il mondo.
Noi abbiamo l’orgoglio di descrivere il passato della nostra Istituzione, raccontando con semplicità, ma in maniera organica e documentata, le origini del movimento associazionistico fra Carabinieri che dagli incerti inizi del 1886 giunge alla realtà di una Associazione Nazionale Carabinieri di oltre 200.000 iscritti.
Noi siamo la memoria del passato, siamo il ricordo, rappresentiamo la lunga sequenza di avvenimenti che costituiscono la nostra storia, conserviamo ancora la speranza: speriamo nei giovani, che sono il progetto e la certezza dell’avvenire della nostra Istituzione.
Ora tocca ai giovani progettare un felice futuro per l’Arma benemerita
contatta il presidente della sezione




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