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Iozia Rosario v.brigadiere

I

VICE BRIGADIERE ROSARIO IOZIA nato a Catania il 19 agosto 1962, deceduto a Cittanova (RC), frazione Petrrara il 10 aprile 1987.



Medaglia  d'argento al valor Militare alla memoria


con la seguente motivazione

STORIA
Rosario Iozia , nato a Catania il 19 agosto 1962, deceduto a Cittanova (RC), frazione Petrrara il 10 aprile 1987. A soli 18 anni entra a far parte dell'Arma dei Carabinieri, correva l'anno 1980 ove, presso la scuola allievi Carabinieri di Chieti, ha frequentato il corso di Allievo Carabiniere Ausiliario al termine del quale è stato destinato a prestare servizio dal 1981 al 1983 presso la Stazione Carabinieri di Roma Salaria. Dal 1983 al 1985 ha frequentato il 36° corso Allievi Sottufficiali Arma dei Carabinieri a Velletri e successivamente a Firenze, con destinazione al Nucleo Operativo di Reggio Calabria e per un brevissimo periodo periodo Comandante interinale della Stazione Carabinieri di San Giorgio Morgeto (RC). Ha partecipato a un corso di specializzazione per Comandanti di Squadriglie al termine del quale è stato assegnato presso il reparto dell'Arma di Cittanova quale Comandante della Squadriglia Carabinieri Calabria (cosidetti cacciatori d'Apromonte). Medaglia d'Argento al Valore Militare, concessa dal Presidente della Repubblica, sottoscritta dall'allora Ministro della Difesa, On.Valerio ZANONI
" … in data 10 aprile 1987, alle ore 19.00 circa, in agro del comune di Cittanova, sulla strada provinciale che unisce quest’ultimo centro abitato a quello di Polistena, in località Petrara veniva rinvenuto il cadavere del vice brigadiere Rosario Iozia attinto da colpi di fucile caricato a pallettoni. Dalla ricostruzione dei fatti, si poteva poi stabilire che il vice brigadiere, poco prima, trovandosi libero dal servizio alla guida della propria autovettura, con direzione di marcia Cittanova Polistena, all’uscita di una curva, proseguendo con un lungo rettilineo, notava alcuni individui attraversare un oliveto armati di fucili a canne mozze. Il Vice brigadiere Iozia, buon conoscitore di luoghi e persone della giurisdizione, intuendo l’anomalia che si presentava ai suoi occhi, fermava la propria macchina lasciandola in moto e, benché solo, prontamente, impugnando la propria pistola d’ordinanza, si poneva all’inseguimento dei malviventi intimando l’alt e qualificandosi. Quest’ultimi anziché ottemperare, altrettanto repentinamente, alzavano le canne dei fucili ad altezza uomo ed esplodevano, all’indirizzo del sottufficiale, due colpi di lupara lasciando al militare soltanto la possibilità di esplodere, contemporaneamente, un solo colpo con l’arma che impugnava. Però, la disparità esistente tra le parti era fatale al Vice Brigadiere che, attinto da numerosi pallettoni, cadeva esanime al suolo. Poco dopo il corpo del sottufficiale veniva rinvenuto da un automobilista di passaggio che lo trasportava presso l’Ospedale civile di Polistena, ove giungeva cadavere".





 



 



        
      
  


 
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