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Gentile Francesco capitano

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CAPITANO FRANCESCO GENTILE



Medaglia  d'oro al valor Militare alla Memoria
a Lui è intestata la
 
guerriglia in Alto Adige

per approfondimenti
http://www.valloalpino.it/Comelico/Cima_Vallona.htm

 

  con la seguente motivazione:
«Comandante di Reparto Speciale, da lui stesso meravigliosamente forgiato nello spirito e nella tecnica, per la lotta contro il terrorismo in Alto Adige, dava ripetute prove di capacità e di ardimento in numerosissime azioni condotte con esemplare cosciente sprezzo del pericolo in zone impervie di alta montagna, insidiate da dinamitardi. In occasione di un attentato terroristico - in cui dopo l'abbattiemento di un traliccio aveva perso la vita, per lo scoppio di una mina, un alpino - essendo stato richiesto l'invio in zona di elementi specializzati del suo reparto, egli intuiti i rischi e la gravità della situazione, si metteva volontariamente alla testa di alcuni dei suoi migliori uomini e si portava sul luogo dell'attentato dove fermo e sereno di fronte al pericolo sempre incombente dirigeva con perizia le operazioni. Mentre si accingeva a portare a compimento la rischiosa missione, l'esplosione di un ordigno - subdolamente predisposto - lo investiva in pieno troncando la sua esistenza tutta dedicata al servizio ed alla Patria. Bellissima figura dii soldato, fulgido esempio di virtù militari e di spirito di sacrificio.»
Cima Vallona (Alto Comelico), 25 giugno 1967 Trentino Alto Adige Repubblica Italiana
I fatti del 25 giugno 1967
Sono passati ormai quarant’anni da quelle prime ore del 25 giugno 1967, quando un ordigno ad orologeria di circa 10 chili di dinamite faceva saltare un traliccio dell’alta tensione nei pressi del Passo di Cima Vallona nel comune di San Nicolò Complico, in quel lembo di terra veneta confinante con l’Austria. Conseguentemente a ciò, un reparto del Btg. Alpini Val Cismon composto da volontari fu inviato sul posto per dare la caccia agli autori  dell’attentato di chiara matrice alto atesina.
L’alpino radiofonista di Vidor (TV) Armando Piva fu dilaniato brutalmente da una mina antiuomo vilmente collocata sul terreno perdendo la vita dopo dieci ore di agonia. Dopo poche ore sul luogo dell’attentato giunse trasportata da un elicottero AB 412, la pattuglia di Forze Speciali antiterrorismo comandata dal Capitano dei carabinieri paracadutisti “Tuscania” Francesco Gentile, con il compito di perlustrare il territorio e all’occorrenza bonificarlo da altri potenziali ordigni.  Verso le 15 del pomeriggio, quando sembrava che fosse stata completata la perlustrazione, una violenta esplosione investì il gruppo. A circa 300 m. dal punto ove era caduto l’alpino Armando Piva furono feriti a morte da una mina a strappo il Cap. Francesco Gentile ed i parà incursori del Btg. “Col Moschin” S.Ten. Mario Di Lecce ed il Serg. Olivo Dordi. Un altro componente, il Serg. Maggiore Marcello Fagnani, anch’egli paracadutista incursore, fu ferito gravemente ed ancora oggi porta nel suo corpo i segni indelebili di quella tragica esplosione. Sul luogo dell’efferato e vigliacco eccidio furono trovate due tavolette di legno con incisa la rivendicazione dell’attentato a firma del BAS (Befreiungs-Ausslhuss-Sudtirol) in italiano “Comitato di liberazione del Sud Tirolo”. Questa entità terroristica seminatrice di sangue, aveva lasciato il seguente messaggio: “Voi non dovete mai avere la barriera di confine al Brennero. Prima dovete ancora scavarvi la fossa nella nostra terra” Per quest'attentato e per altri compiuti fra l’agosto ’66 e l’agosto ’67 vennero condannati in contumacia dalla Corte d’Assise di Firenze il 14 maggio 1970:
Norbert Burger, all'ergastolo per strage continuata e pluriaggravata, vilipendio di cadaveri, danneggiamento aggravato e banda armata, quale ideatore dell’attentato ed leader della cellula terroristica;
Peter Kienesberger, all’ergastolo per strage, vilipendio di cadaveri, banda armata, danneggiamento ed attentati,  quale artificiere;
Erhard Hartung, all’ergastolo per strage e banda armata;
Egon Kuftner, a 24 anni di reclusione per strage e banda armata. Pene che effettivamente non scontarono mai grazie ai notevoli aiuti e alla protezione da sempre ricevuta dal governo d'oltreconfine. Alcuni di questi individui sono ancora in vita e si dice abbiano chiesto la grazia al nostro Presidente della Repubblica. Noi speriamo che non sia mai concessa perché oltre al dolore ancora vivo non si aggiunga la beffa.
Al Cap. Francesco gentile venne concessa la medaglia d’oro al valor militare alla memoria, al S. Ten. Mario Di Lecce, al Serg. Olivo Dordi, all’Alpino Armando Piva e al Sergente Maggiore Marcello Fagnani la medaglia d’argento al valor militare.

                                  Alpino Armando Piva                  S.Ten. Mario Di Lecce               Sergente Olivo Dordi


 
 
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