Fezzuoglio Donato carabiniere - anc eroi

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Fezzuoglio Donato carabiniere

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Appuntato Donato Fezzuoglio nato a Bella il 27 Maggio 1976, deceduto ad Umbertide 30 Gennaio 2006


Medaglia  d'oro al valor Militare alla Memoria

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a Lui è intitolata la caserma della stazione di Ponte San Giovanni



  
Con la seguente motivazione
Con decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 2007, e' conferita la medaglia d'oro al valor militare «alla memoria» all'appuntato Donato Fezzuoglio, nato il 27 maggio 1976 a Potenza, con la seguente motivazione:
«nel corso di servizio perlustrativo, palesando spiccate doti di coraggio, ferma determinazione e cosciente sprezzo del pericolo, non esitava ad affrontare, unitamente ad altro militare, tre pericolosi malviventi sorpresi in flagrante rapina ai danni di un istituto di credito. Esponendosi alla violenta azione di fuoco dei malfattori, replicava con l'arma in dotazione costringendo alla fuga i rapinatori finche', attinto da un colpo proditoriamente esplosogli alle spalle da altro rapinatore in posizione defilata si accasciava esanime al suolo.
Fulgido esempio di eroismo, di elette virtu' militari ed altissimo senso del dovere, spinti fino all'estremo sacrificio». - Umbertide (Perugia), 30 gennaio 2006.

STORIA DA WIKIPEDIA
Donato Fezzuoglio (Bella, 27 maggio 1976 – Umbertide, 30 gennaio 2006) è stato un carabiniere scelto, morto in servizio nel tentativo di sventare una rapina[1].
Il 30 gennaio 2006 quattro rapinatori armati facevano irruzione nella filiale di Umbertide del Monte dei Paschi di Siena, sfondando una delle vetrine dell'istituto di credito con un'auto-ariete.
Allertati dal Nucleo Radiomobile di Città di Castello, Fezzuoglio ed un collega si portarono sul luogo dell'evento, dove ingaggiarono con i rapinatori un violento conflitto a fuoco. I due militari tentarono di interrompere la rapina adottando le precauzioni necessarie per evitare il coinvolgimento di passanti, al contrario, i rapinatori reagirono con un intenso fuoco di pistole e armi automatiche, tra cui almeno un fucile d'assalto AK-47 Kalashnikov. Fezzuoglio, riparatosi dietro allo sportello dell'automobile, fece appena in tempo ad esplodere sei colpi, prima di cadere a terra colpito a morte da un colpo fatale alla schiena. Lasciava la giovane moglie venticinquenne ed un figlio di appena sei mesi. Una sorte migliore toccò al suo collega, l'appuntato Enrico Monti, che rimase ferito in modo non grave alla schiena. I rapinatori riuscirono a fuggire, fermando un'automobile che si trovava a passare in quel momento e sparando alle gambe a due persone.
Nel giugno del 2011 si terrà l'udienza preliminare per esaminare la richiesta di rinvio a giudizio per l'omicidio. Raffaele Arzu, Pietro Pala, Roberto Fragata e Fabrizio De Montis sono accusati di aver compiuto la rapina e il delitto sulla base di intercettazioni ambientali, dalle quali emergerebbe che Pala sia stato l'esecutore materiale dell'uccisione. Arzu fu arrestato l'8 dicembre 2009, in quanto inserito nell'elenco dei trenta latitanti più pericolosi d'Italia.[2] Lui e il suo gruppo sono stati condannati per altre rapine in varie regioni italiane, ma solo nel 2011 è iniziato il procedimento specifico per questo fatto di sangue

 
 
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