Cau Lussorio brigadiere - anc eroi

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Cau Lussorio brigadiere

C

MARESCIALLO LUSSORIO CAU nato l'11 luglio 1867 Borore (Nuoro), Sardegna deceduto il 10 settembre 1961 Palermo


Medaglia  d'oro al valor Militare  



Con la seguente motivazione:"Con gravissimo, continuo rischio della propria vita, si recò da solo per ben due volte a riconoscere i rifugi di alcuni famigerati banditi, che avevano sparso la costernazione ed il terrore nel circondario di Nuoro, giungendo fra le balze e i cespugli di una località quasi inaccessibile, fino a poca distanza da essi. Quindi prese parte all'azione diretta a catturare i banditi e si distinse sopra agli altri per coraggio e sangue freddo, esponendo più volte la vita ebbe forato l'abito da palla avversaria e, nell'inseguimento dei malfattori, uccise il più pericoloso di essi."
S.C. 23 settembre 1899 Orgosolo (Nuoro), 10 luglio 1899. Sardegna
Dal sito ufficiale dell'Arma:
"Fregiamo questa pagina del ritratto di un valoroso, il maresciallo dei carabinieri Lussorio Cau, cui è stata decretata la medaglia d'oro al valor militare per atti di coraggio, così specificati nel decreto di conferimento dell'alta onoreficenza:
« Con gravissimo e continuo rischio della propria vita, Lussorio Cau si recò da solo per ben due volte a riconoscere i rifugi di alcuni famigerati banditi, che avevano sparsa la costernazione ed il terrore nel circondario di Nuoro, giungendo, fra le balze ed i cespugli di un luogo quasi inaccessibile, fino a poca distanza da essi. Quindi prese parte all'azione diretta a catturare i banditi, e si segnalò sopra agli altri per coraggio e sangue freddo esponendo più volte la vita. Ebbe forato l'abito da palla avversaria e, nell'inseguimento dei malfattori, uccise il più pericoloso di essi (Orgosolo il 3 settembre 1898.) »

Il pubblico ignora quasi sempre gli atti di vero coraggio, che i carabinieri compiono in cimenti perigliosi. I giornali, che raccontano tanti delitti e tante infamie, dovrebbero raccontare, con più ragione, gli atti di virtù e di abnegazione; ma chi li compie, spesso li tace, non ne mena scalpore; perciò non arrivano ai giornali.

(Da "L'Illustrazione Popolare" del 19 novembre 1899)"



 
 
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