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Caruso Vincenzo carabiniere

C

VINCENZO CARUSO CARABINIERE



     
Medaglia  d'oro al valor Militare alla Memoria nato a  Niscemi il 06 ottobre 1950 deceduto a Razzà di Taurianova (Reggio Calabria)10 aprile 1977 D.P.R. 27 agosto 1977





Motivazione
Componente equipaggio di autoradio, lasciato di vigilanza all'esterno di casolare isolato nel quale si era introdotto per controllo un graduato capo servizio, interveniva subito per dare manforte al superiore fatto segno a numerosi colpi di arma da fuoco da parte di pregiudicati, ingaggiando con essi, con coraggio e consapevole ardimento, un cruento scontro a fuoco. Benché gravemente ferito persisteva nell'azione uccidendo due malfattori fino a quando, privo di forze, si accasciava, stremato, al suolo, dove veniva barbaramente finito.

 

 


STORIA

Scritto da Cosimo Sframeli  31 Marzo 2010
Eccidio alle ore 14.25 del 1° aprile 1977 in contrada Razzà di Taurianova. Due militi, l’Appuntato Stefano CONDELLO ed il Carabiniere Vincenzo CARUSO, in servizio al Nucleo Radiomobile del Comando Compagnia Carabinieri di Taurianova, che avevano scoperto undici mafiosi a convegno in una casa colonica, venivano trucidati a colpi di fucile e di pistola. I convegnisti lasciavano sul posto anche due dei loro: Rocco AVIGNONE, 35 anni, e suo nipote, Vincenzo, di anni 20, i quali si sarebbero sacrificati, ingaggiando il conflitto a fuoco con i Carabinieri, per permettere la fuga di qualcuno molto potente che doveva essere protetto ad ogni costo. Si salvò miracolosamente allo scontro a fuoco il Carabiniere Pasquale GIACOPPO. : queste le parole pronunciate davanti alle bare di CONDELLO e di CARUSO dal Comandante Generale dell’Arma Enrico MINO.
L'appuntato Stefano Condello muore il 1 aprile 1977 insieme con il collega Vincenzo Caruso in un conflitto a fuoco a Razzà di Taurianova. Avevano interrotto un summit di 'ndrangheta.
“Questi due Carabinieri non sono morti invano”
Le indagini condotte dagli stessi Carabinieri portarono all’identificazione ed all’incriminazione di nove dei partecipanti al pranzo (undici erano le persone… perché tanti erano i piatti attorno alla tavola imbandita); gli altri due commensali non furono mai individuati. E ci fu sempre il sospetto che questi due fossero eccezionali esponenti politici la cui identità andava protetta ad ogni costo.
Il sacrificio di Stefano CONDELLO e Vincenzo CARUSO, insigniti di Medaglia d’Oro al Valor Militare, alla Memoria, dimostrò con quale dedizione e quanta efficacia operavano i Carabinieri in quel tempo in Calabria. La stessa ricostruzione dello svolgimento dei fatti nel casolare di Razzà, circa l’azione di polizia giudiziaria esplicata dai due militari, fece piena luce sul loro eroico comportamento.
Per la prima volta nella provincia di Reggio Calabria si creava uno squarcio nella vita interna di una delle cosche mafiose più agguerrite, quella di Avignone di Taurianova. Dal groviglio, emergeva una realtà di un’associazione per delinquere operante, viva, dai molteplici interessi e dalle ramificazioni complesse nella società civile. Si comprese che l’impresa mafiosa era inserita anche nei subappalti del Quinto Centro Siderurgico, nelle tangenti e nei conseguenti investimenti immobiliari; infine, si scoperchiarono i collegamenti politici e si riconobbe la “rappresentanza romana”. Era la fine degli anni ’70. Sullo sfondo, la complessa geografia delle cosche della Tirrenica, della Jonica, dell’Aspromonte, della città di Reggio Calabria, la storia sanguinosa di ognuna, gli sviluppi e le proiezioni della ‘Ndrangheta verso il Nord, verso l’Europa, verso l’Australia, verso l’America, in tutte le sue variegate sfaccettature: sequestri di persona, traffico di droga pesante, riciclaggio di denaro sporco, spaccio di dollari falsi, contrabbando di armi, di preziosi e di sigarette.
Il carabiniere Vincenzo Caruso muore in un conflitto a fuoco nelle campagne di Razzà, a Taurianova, il 1 aprile del 1977. Insieme con l'appuntato Stefano Condello, aveva interrotto un summit di 'ndrangheta. Il bilancio della strage è di quattro morti
L’episodio di Razzà si proietterà nel futuro; esso rappresentava, pur con la perdita di due eroici combattenti, un’importante svolta il cui frutto era costituito dalle congerie di fatti illuminanti emergenti dallo squarcio aperto sul complesso intreccio di rapporti ed interessi della mafia della Piana, sull’intera Provincia, su Roma e sul Nord. Quindi, Razzà di Taurianova, che non riguardava solo la strage come fatto storicamente definito, articolandosi in una serie di piani di valutazione, nel seguire un itinerario logico, implicherà l’esame di situazioni, di fatti diversi e collegati fra loro, in un continuo processo evolutivo. Il quadro complessivo di riferimento, per tutti, sarà la struttura del fenomeno mafioso nella provincia di Reggio Calabria.
Il dopo Razzà, come tutti i “dopo” collegati con la lotta alla mafia, fu dipendente dalle nostre capacità e dal nostro impegno professionale. La lotta alla mafia fu lotta di società e di sistema, e come tale fu combattuta con prospettive di successo. Una lotta che né lo Stato né il cittadino potevano consentirsi di perdere.
Reggio Calabria, I aprile 2010
Cosimo Sframeli

STAMPA E RECENSIONI

NISCEMI (CL), commemorato il carabiniere Vincenzo Caruso, trucidato nel 1977
Nella mattinata di ieri, in Niscemi, presso la Chiesa Maria Santissima Addolorata, celebrata da padre Giugno, si è svolta la commemorazione religiosa del 34° anniversario della barbara uccisione del Carabiniere Vincenzo Caruso, medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria. Dopo il saluto ai familiari del caduto da parte del Comandante Provinciale dei CC, Ten.Col. Roberto Zuliani, la liturgia eucaristica ha rievocato le gesta eroiche del carabiniere che, unitamente all’Appuntato Stefano Condello, il 01 aprile 1977, cadde eroicamente in un conflitto a fuoco con alcuni ‘ndranghetisti” locali, in Razzà di Taurianova (RC).

Alla commemorazione hanno partecipato anche il comandante del Reparto Territoriale dei Carabinieri di Gela, il sindaco di Niscemi Dott. Giovanni Di Martino, una rappresentanza di Carabinieri del Cobar Sicilia e della Stazione di Niscemi, nonché rappresentanti di numerose associazioni, tra cui la neo costituita Associazione nazionale Carabinieri di Niscemi, e di Forze di Polizia locali e provinciali.

La commemorazione è terminata con una solenne deposizione di una corona sulla tomba dell’eroe. A seguito alcuni tratti rievocanti la strage di Razzà.

La strage di Razzà. Il sacrificio di Stefano Condello e Vincenzo Caruso dimostrò con quale dedizione e quanta efficacia operavano i Carabinieri in quel tempo in Calabria.
Il pomeriggio del 1° aprile 1977 in contrada Razzà di Taurianova, due militi, l’Appuntato Stefano Condello ed il Carabiniere Vincenzo Caruso, in servizio al Nucleo Radiomobile del Comando Compagnia Carabinieri di Taurianova, che avevano scoperto undici mafiosi a convegno in una casa colonica, vengono trucidati a colpi di fucile e di pistola.

I convegnisti lasciano sul posto anche due dei loro: Rocco Avignone, 35 anni, e suo nipote, Vincenzo, di anni 20, i quali si sarebbero sacrificati, ingaggiando il conflitto a fuoco con i Carabinieri, per permettere la fuga di qualcuno molto potente che doveva essere protetto ad ogni costo. Si salvò miracolosamente allo scontro a fuoco il Carabiniere Vincenzo Caruso.

“Questi due Carabinieri non sono morti invano”: queste le parole pronunciate davanti alle bare di Condello e di Caruso dall’allora Comandante Generale dell’Arma Enrico Mino.
Le indagini condotte dagli stessi Carabinieri portarono all’identificazione ed all’incriminazione di nove dei partecipanti al pranzo (undici erano le persone ... perché tanti erano i piatti attorno alla tavola imbandita).

Il sacrificio di Stefano Condello e Vincenzo Caruso dimostrò con quale dedizione e quanta efficacia operavano i Carabinieri in quel tempo in Calabria.
La stessa ricostruzione dello svolgimento dei fatti nel casolare di Razzà, circa l’azione di polizia giudiziaria esplicata dai due militari, fece piena luce sul loro eroico comportamento.

Per la prima volta nella provincia di Reggio Calabria si creava uno squarcio nella vita interna di una della cosche mafiose, quella degli Avignone di Taurianova, in tutte le sue variegate sfaccettature: sequestri di persona, traffico di droga pesante, riciclaggio di denaro sporco, spaccio di dollari falsi, contrabbando di armi, di preziosi e di sigarette.

Per l’eroico gesto il Carabiniere Caruso fu insignito di Medaglia d’Oro al Valor Militare con la seguente motivazione:
«Componente equipaggio di autoradio, lasciato di vigilanza all’esterno di casolare isolato nel quale si era introdotto per controllo un graduato capo servizio, interveniva subito per dare manforte al superiore. Fatto segno a numerosi colpi di arma da fuoco da parte di pregiudicati, ingaggiando con essi, con coraggio e consapevole ardimento, un cruento conflitto a fuoco, benché gravemente ferito, persisteva nell’azione uccidendo due malfattori fino a quando, privo di forze, si accasciava stremato al suolo, dove veniva barbaramente finito». Al Carabiniere Caruso Vincenzo è intitolata la Stazione Carabinieri di Niscemi.
(Fonte: Comando Reparto Territoriale Carabinieri di Gela)
31 Marzo 2010, L' A.N.B., sezione di Niscemi con una rappresentanza di soci e con Bandiera tricolore, ha partecipato alla ricorrenza del 33° anniversario dell'omicidio del carabiniere Vincenzo Caruso M.O.V.M. Nella chiesa Maria S.S. Del Bosco officiata da Don Giuseppe Giugno è celebrata la S. Messa.
Alla cerimonia erano presenti i familiari, una rappresentanza di Carabinieri, con la partecipazione del Col. Com. Prov. di CL, Giuseppe D'agata, Cap. della compagnia di Gela, Pasquale Sacconi, e il Com. Staz. Carabinieri Niscemi Luogotenente Salvatore Tigano, P.S., Com. Polizia Comunale Niscemi, Vice Sindaco Rizzo, Pres. del Consiglio Giunta Comunale, Dott. Alesci, Guardia di Finanza, Guardie Forestali, Vigili del Fuoco, Circolo Interforze, Rangers d'Italia..
Dopo la cerimonia, tutti i partecipanti in corteo si sono recati al cimitero a deporre una corona sulla tomba del Carabiniere Vincenzo Caruso ed a rendere gli Onori Militari.

33 anni fa' al Carabiniere Vincenzo Caruso veniva assegnata una M.O.V.M. con la seguente motivazione durante un normale controllo del territorio nella zona di Taurinova, in un casolare era in corso un summit di malavitosi, i quali ingaggiavano uno scontro a fuoco con la pattuglia della quale faceva parte il suddetto medagliato. Durante il conflitto a fuoco, malgrado gravemente ferito, riusciva a uccidere due malavitosi prima di accasciarsi al suolo.
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OMAGGIO A UN SERVITORE DELLO STATO
Ricordato con una messa di suffragio, celebrata al santuario della Madonna del Bosco da don Giuseppe Giugno, il 33° anniversario della barbara uccisione del carabiniere Vincenzo Caruso, niscemese, medaglia d'Oro al Valor Militare alia memoria. Caruso, perse la vita in un conflitto a fuoco con 11 affiliati della '"Ndrangheta", di cui avevano scoperto un summit a Razza di Taurianova. Alla cerimonia, conclusasi con la deposizione di una ghirlanda sulla tomba dell' eroico militare, ha partecipato il Comandante Provinciale dei Carabinieri colonnello Giuseppe D'Agata. (CSM*)

Servizio del Giornale di Sicilia
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Commemorato il carabiniere Caruso.
Ieri mattina, a Niscemi, presso la Chiesa S. Maria del Bosco, celebrata da padre Giugno, si è svolta la commemorazione religiosa del 33° anniversario della barbara uccisione del carabiniere Vincenzo Caruso, medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria. La Messa si è svolta alla presenza del comandante provinciale dei carabinieri, col. Giuseppe D'Agata, il quale al termine della liturgia eucaristica ha rievocato le gesta eroiche del carabiniere che unitamente all'appuntato Stefano Condello, il 1 ° aprile 1977, caddero in un conflitto a fuoco con alcuni "ndranghetisti" a Razza di Taurianova (in provincia di Reggio Calabria). Alla commemorazione hanno partecipato autorità politiche e civili e altre forze di polizia locali e provinciali e la stessa si è chiusa con una solenne deposizione di una corona sulla tomba di Vincenzo Caruso

Servizio del Giornale la Sicilia






 
 
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