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Presidente ANC Generale di Corpo A. Libero Lo Sardo
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Benvenuto navigante ospite gradito
Questa vuole essere una finestra aperta sulle attività degli appartenenti  all'Arma in congedo e non solo

FEDELE nei secoli con l'orgoglio di essere e appartenere
Siamo qui a ricordare il passato vivendo il presente progettando il futuro
L'ignoranza è il primo peccato del mondo
L'amicizia ed il rispetto nascono dalla conoscenza

Vincendo la naturale modestia e ritrosia di chi ha militato nell'Arma Benemerita in un epoca  in cui si sono dimenticati valori essenziali nella quale si esalta l'apparire piuttosto che l'essere queste pagine vogliono dare voce a coloro che militando nell'Arma degnamente in silenzio e con spirito di sacrificio dedicarono la loro vita al servizio degli altri e al di la di ogni panegirico parlano per loro  le benemerenze, le onorificenze e i riconoscimenti avuti durante il servizio senza dimenticare l'apporto morale e i sacrifici esistenziali dei loro congiunti.
Siamo convinti che dare il giusto riconoscimento e merito ai commilitoni che con il loro fare si sono distinti durante la militanza possa essere per loro gratificazione e costituire stimolo per gli altri tutt'ora in servizio suscitando spirito di emulazione.

Ispettore Regionale ANC per la Sicilia Generale di Brigata Luigi Cucinella
Ispettore Regionale per La Sicilia Generale di Brigata Luigi Cucinella
 
 
 
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pensieri e ricordi di Antonio Randazzo

PENSIERI E RICORDI
Eravamo giovani e forti
non pensando al tramontar

Ricordar sinceramente
gli anni verdi e il camminar

Nel crinale della vita custodiamo in fondo al cuore
quel che fu Gioia e dolor

Fiamma perenne risplende di gloria
lieti guardiamo alla meta segnata

L´alba che spunta indora le ore
quel che passò non ritorna mai più

Da ogni contrada giungemmo quel dì
sogni e speranze custodite in cuor

Passione e amore guidavano passi
giustizia ideale tentavamo portare

Crescemmo persone tra uomini degni
eretti e attenti all´altro di noi

la vita vissuta esperienza portò
coscienti e sinceri servimmo l´onor

Orgoglio donare pace nel cuore
perenne fiducia trionfante verità

A Dio preghiere agli uomini il resto
al petto alamari per guida lucerna

Attesa vegliante destino crudele
congiunti silenti aspettando il ritorno

Speranze nel cuore di panno vestiti
fermezza paziente umiltà rinfrancante

Lacrima commossa scorre sul viso
tornare al natio origine nostro

pensieri struggenti sul nostro passato
sorridendo festosi il presente viviamo

sereni e felici proponiamo il passato
per invocare un futuro di vera pace

Antonio Randazzo

il carabiniere arrivò di fronte a Dio


TRATTO DA:Alessandro Giove
IL CARABINIERE ARRIVO' DI FRONTE A DIO,
in attesa del suo turno,
sperando che le sue scarpe fossero lucide,
scintillanti come i bottoni della divisa.

"Fatti avanti, vecchio guerriero,
cosa devo fare di te?
Hai sempre porto l'altra guancia?
Hai frequentato come si deve la mia Chiesa?"

Il Carabiniere alzò le spalle e rispose:
"No, Signore, immagino di no,
perché chi di noi porta armi
non può essere sempre un santo.

Ho dovuto lavorare spesso di domenica,
e il mio linguaggio a volte era tremendo,
e mi è capitato di essere violento,
perché il mondo è un posto duro.

Ma non ho mai preso
una monetina che non fosse mia,
anche quando facevo un sacco di straordinari,
e i conti di casa schizzavano alle stelle.

E non ho mai ignorato nemmeno una richiesta di aiuto,
anche se magari tremavo di paura,
e qualche volta, Dio perdonami,
ho pianto come una femminuccia.

Lo so che non merito un posto
tra questa gente,
non mi volevano mai avere intorno,
a parte quando dovevo scacciare le loro paure.

Se hai un posto qui per me, Signore,
non serve che sia grande.
In vita mia mi sono sempre accontentato,
quindi se non hai molto da darmi, io capirò."

Si fece silenzio intorno al trono,
dove di solito si affollano i santi,
mentre il Carabiniere restava dritto, in silenzio,
aspettando il giudizio del suo Dio.

"Vieni ed entra, mio carabiniere,
hai portato bene i tuoi fardelli,
ora cammina in pace per le vie del Paradiso,
all’Inferno ci sei stato abbastanza.
I coordinatori provinciali
Agrigento
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“Figlia di un Carabiniere”
Tempo fa mi è stata mossa un’osservazione: “Margaret,  anche se indossi la toga, si vede che sei la figlia di un militare!”. Questa affermazione mi ha fatto riflettere e  mi ha indotto a chiedermi che cosa ha significato e continua significare per me  essere la figlia di un carabiniere.
A tal proposito mi sovvengono le parole di mia madre che sin da quando ero bambina mi ripeteva “ricorda che i figli dell’Arma sono bambini speciali”.
A questa  frase  ho attribuito vari significati con il trascorrere degli anni.
Da bambina essere figlia di un papà in uniforme mi faceva sentire speciale perché era diverso da tutti gli altri papà. Ricordo ancora quando mio padre  mi accompagnava a scuola, quando assisteva alle mie recite scolastiche e la mia soddisfazione nel vedere gli occhi stupiti degli altri bambini di fronte a lui in divisa quando veniva a prendermi, ed ancora il mio sguardo incantato  quando indossava la sua giacca ed il suo cappello. Oppure, comporre il numero di telefono e sentir dire: “ Pronto Carabinieri!” E le svariate volte che mi capitava di andare in caserma con lui e soffermarmi a guardare il giornale“ fiamme d’argento”. Soltanto la figlia o figlio di un carabiniere sa che cosa è il “Brogliaccio”, “la bandoliera”, gli “alamari” Tutto ciò mi faceva sentire speciale.
Con il passare degli anni essere la figlia, adolescente, di un carabiniere diventava un impegno e tutto questo mi faceva sentire, più che speciale, diversa. Capire che il lavoro di mio padre non mi permetteva di essere una ragazza come le altre, invero dovevo essere per loro un esempio, compito non sempre facile. Essere figlia di un carabiniere era sapere che anche il giorno di Natale, la notte di Capodanno, mio padre doveva essere pronto ad intervenire portando l’ordine dove ordine non c’era.
Rammento ancora quando vedendolo di mattina a casa chiedevo: “Papà stasera che fai 0 - 6?” e quindi  tirare un sospiro di sollievo quando ritornava dal turno di notte.    In questi casi è stata di vitale importanza la presenza di mia madre che faceva di tutto per non farci pesare l’assenza di papà e a rassicurarci in occasione di momenti tragici e particolarmente tristi. Mai come in questo caso è vero il detto secondo il quale dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna! Mia madre ne è un chiaro esempio.
Ad oggi essere la figlia di un carabiniere mi inorgoglisce e probabilmente le parole di mia madre che considera i figli dell’Arma “speciali” riecheggiano nella mia mente e assumono un significato diverso.
Essere figlia di un carabiniere vuol dire appartenere ad una grande famiglia che, dopo la mia, è la sola che io riconosco come tale.
E’ quella famiglia che mi ha accompagnato  nei momenti più importanti della mia vita: il giorno della mia prima Comunione, il giorno dei miei 18 anni, il giorno della mia laurea.
È quella famiglia con la quale ho festeggiato nei momenti di gioia e con la quale ho pianto nei momenti tristi.
E’ quella famiglia che mi ha reso depositaria di valori quali la fedeltà, la giustizia,l’onore, il rispetto delle regole.
E’ quella famiglia che mi ha insegnato ad entrare in punta di piedi nella vita delle persone rispettando le loro individualità evitando giudizi affrettati e di conseguenza a capire l’origine ed il perché delle loro azioni.
Che dire di più … Siete la famiglia che mi ha permesso di diventare la persona che sono e in quanto figlia Vostra spero che possiate essere orgogliosi di me come io lo sono di Voi, Uomini, che indossate la divisa nel cuore.
Un’affezionata ed orgogliosa figlia, spero, “speciale” dell’Arma.


                                                                                         10 giugno 2012.
Margaret  Piscitello (socia familiare Sezione Sant'Agata Militello)


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